Bullismo fra bambini e adolescenti. Dimenticato?

Bullismo fra bambini e adolescenti. Dimenticato?

COMPORTAMENTI

Le cronache di tutti i media imperversano sul Covid-19, un brutto virus spesso letale, che ha distratto dal fenomeno bullismo che, purtroppo, continua a fare vittime fra i giovani, specialmente nella scuola. Un fenomeno che se non tocca da vicino si tende a dimenticare o non considerare nella sua gravità. Di Marcello Paris

Allora, partendo dalla nostra attenzione ai giovani nelle varie declinazioni di vita, (il service interconnettiamoci… va in questa direzione) diamo un’occhiata a quanto sta accadendo basandoci sulle statistiche e dalle rilevazioni di Telefono Azzurro.
Gli atti di bullismo si svolgono nel 61% dei casi all’interno della scuola proprio nel luogo in cui bambini e ragazzi dovrebbero essere più protetti, imparare a convivere secondo regole civili. Talvolta l’aggressione, fisica o verbale, sfugge perché i bulli trovano campo di agire, e lo fanno di soppiatto, quando le insegnanti si girano, nei corridoi, nei bagni, e lo fanno spesso in gruppo.Nel 21,5% dei casi le vittime di bullismo sono bambini minori di 10 anni, un passaggio cruciale nell’evoluzione da bambini a ragazzi, mentre la fascia immediatamente successiva, gli anni della scuola media, sono il 58% dei casi.
Il 35% dei ragazzi tra scuola secondaria di primo e secondo grado ha ammesso di essere stata vittima di atti di bullismo.
Per cercare di creare un deterrente al fenomeno già nel 2017 intervenne il legislatore con la Legge 19 maggio n. 71 che stabilisce nuove regole e diritti, tra questi la possibilità di oscurare i contenuti pubblicati sul web o gruppi social: spesso stimolo al bullismo in presenza o al cyberbullismo.
Per contrastarne l’azione attraverso i social è previsto l’oscuramento del web: “la vittima di cyberbullismo, che abbia compiuto almeno 14 anni, i genitori o esercenti la responsabilità sul minore, possono inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet. Se non si provvede entro 48 ore l’interessato può rivolgersi al Garante della Privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore”.
Esiste un centro di assistenza bullismo di Facebook e altri media dove si trovano risposte a come difendersi o agire conto questa pratica.
Per quanto riguarda WhatsApp, una delle applicazioni purtroppo maggiormente usate dai bulli per creare gruppi ad hoc, magari segreti, non c’è ancora una pagina o un indirizzo (o meglio ce n’è uno negli USA) a cui riferirsi. Sulla loro pagina web precisano che rispondono solo alle segnalazioni delle Forze dell’Ordine, perciò è necessario passare prima da Polizia o Carabinieri.
Senza prevaricare e con discrezione è utile controllare i telefoni dei propri figli minori.nonstiamozitti è la campagna contro il bullismo con un video realizzato dagli amici di Telefono azzurro su YouTube.