ANDREA TOMAYER
Nell’ambito dell’associazionismo e in particolare nel nostro caso per Lions International in Italia, la crescita della membership rappresenta una parte fondamentale per realizzare dei progetti sul territorio che siano sostenibili e duraturi.
Negli ultimi anni, tuttavia, le strategie tradizionali di reclutamento basate solo sul passaparola, l’invito a seconda della professione piuttosto che su resoconti formali pubblicati su Facebook hanno incontrato un evidente limite anagrafico e numerico.
L’obiettivo di un club è infatti intercettare e coinvolgere la fascia d’età 30-60 anni – il vero motore del professionismo e del volontariato attivo, nonché capace di dare una continuità a lungo termine – e quindi escludersi da Instagram e dal linguaggio video significa condannarsi sostanzialmente all’invisibilità.
Il pubblico dei social media si è evoluto. La fascia 30-60 anni non è più composta da spettatori passivi del web: è una generazione dinamica che consuma contenuti molto spesso in mobilità nei ritagli di tempo. Per questi utenti, il video breve (format Reel o storie) è diventato il canale di informazione primario. Il video abbatte le barriere della comunicazione istituzionale, mostrando l’impatto reale di un service: non più un verbale di riunione, ma i volti dei soci al lavoro, l’emozione di chi riceve aiuto, l’energia della vita di club, il coinvolgimento tramite l’empatia.
Instagram si è affermato come lo strumento ideale per questa transizione. Se Facebook soffre di una saturazione di contenuti per lo più statici e di un pubblico progressivamente più anziano, Instagram unisce dinamismo e reputazione visiva. È la piattaforma dove i 30-40enni (spesso giovani professionisti o imprenditori) cercano ispirazione e interessi, mentre i 50-60enni si sono ormai stabilizzati per fruire di contenuti snelli e di qualità.
Per i Lion, la sfida della membership non è spesso una mancanza di valori da comunicare o poco attraenti, ma una mancanza di narrazione efficace e ben posizionata. Senza il dinamismo dei video su Instagram, il racconto delle attività appare distante o superato. La foto con un testo richiede una volontà attiva di chi sfoglia il portale, il video racconta e cattura. Sfruttare la forza delle immagini in movimento, dei suoni, permette di mostrare ciò che le parole scritte non riescono a trasmettere: l’orgoglio di fare la differenza, il senso di appartenenza e il valore concreto dell’impatto sociale che essere Lion e servire ha e può dare.