Oltre l’addestramento

Oltre l’addestramento

Evelina Fabiani

Ci sono service che si raccontano con i numeri, ma che si comprendono davvero solo ascoltando le storie di chi li vive ogni giorno: il Centro di Addestramento Cani Guida Lions di Limbiate è uno di questi. In quest’intervista, il presidente Marco D’Auria ci racconta il lavoro svolto dal Centro, ma anche i valori e le persone che lo rendono una delle eccellenze del Lionismo italiano.

Il Centro Cani Guida di Limbiate è una delle realtà più significative del Lionismo italiano. Qual è la sua missione più profonda, cioè quella che va oltre l’addestramento dei cani?

«Da tanti anni ormai, dal lontano 1959, il Servizio Cani Guida dei Lion opera nell’unica sede nazionale di Limbiate (MB) per far nascere, crescere, educare e addestrare i nostri labrador con un unico scopo, che è poi la nostra missione: aiutare le persone non vedenti e ipovedenti gravi, in tutta Italia, ad acquistare o a riacquistare quell’autonomia e quella sicurezza che la mancanza della vista ha tolto loro.

Il Centro, nato dalla volontà di Maurizio Galimberti, che perse la vista in un incidente aereo negli anni ’50, è diventato realtà grazie anche ad Alessandro Pasquali e a tutto il Lions club Milano (oggi Milano Host), primo Lions club nato in Italia nel 1951. Ancora oggi i Lion e i Leo italiani, oltre ad altre realtà, privati, aziende e istituzioni, operano per aiutare, sostenere e finanziare il Centro. Da allora, più di 2.350 persone hanno potuto vivere in autonomia con il loro prezioso cane guida, ricevendo gratuitamente “Due occhi per chi non vede”».

Ogni cane guida restituisce autonomia, fiducia e serenità. Quanto cambia la vita di una persona non vedente nel momento in cui riceve il proprio cane?

«Per noi che ci occupiamo di quest’iniziativa, una delle ricompense più grandi è vedere quanto cambia la vita di chi riceve il cane guida, è capire come può uscire di casa, lavorare, studiare, incontrare gli amici, stare in compagnia, senza dover dipendere da altre persone, ma solamente grazie alla compagnia e alla guida del suo amico a quattro zampe. È un’emozione grande ascoltare le loro esperienze, capire la felicità che il cane può donare, non solamente come guida, ma come inseparabile compagno di vita».

Dietro ogni cane ci sono educatori, volontari, famiglie affidatarie e tanti sostenitori. Quanto è importante questa rete di persone, ciascuna nel suo ruolo?

«La nostra missione non è facile, abbiamo bisogno di attrezzature, di spazi e di strutture. Tutto questo, negli anni, è nato e cresciuto nella sede di Limbiate e continuerà a svilupparsi, ma quante persone ci sono dietro?

Abbiamo gli addetti alla nursery, all’asilo per la crescita dei cagnolini; abbiamo le famiglie “puppy walker”, preziosissimi volontari che accompagnano nella crescita e nella prima educazione i cuccioli, prima di riportarli al Centro perché vadano “a scuola”. Abbiamo i nostri addestratori che prendono i cani e li portano, con un percorso di 6-7 mesi, a diventare dei perfetti cani guida, responsabili, per tutta la vita, del “loro” non vedente. Abbiamo il direttore, le impiegate, indispensabili conduttrici dell’impegnatissimo ufficio, abbiamo i volontari del consiglio di amministrazione e tutti i professionisti che ci affiancano e abbiamo i sostenitori: i Lion, i Leo e persone che ci vogliono bene e credono in quello che facciamo, come le aziende che ci aiutano e l’interessamento di alcune istituzioni. Dobbiamo continuare a dimostrare che facciamo tanto e lo facciamo bene, ma che possiamo e dobbiamo migliorare sempre: ce lo chiedono i non vedenti di tutta Italia!».

Come si innova un Centro con una storia così importante senza perdere le caratteristiche che lo contraddistinguono?

«Il nostro compianto presidente Giovanni Fossati era sempre impegnato a studiare e mettere in pratica modifiche, cambiamenti, innovazioni per restare al passo con i tempi e migliorare le tecniche e le modalità di addestramento e gestione dei nostri cani, tenendo sempre presente, anche e soprattutto, il benessere di questi preziosi animali.

Negli anni è stato fatto tanto, ma molto c’è ancora da fare; tocca a noi, adesso, prendere in mano il Centro e proseguire sulla strada tracciata. Per me, oltre all’onore (e all’onere…) di continuare il lavoro di Gianni, c’è anche la responsabilità di farlo nel ricordo di mio papà Giorgio D’Auria, che fu, con tanta passione e professionalità, presidente del service dal 1993 al 1997. Dobbiamo aumentare la nostra visibilità all’esterno, farci conoscere di più, dai Lion, dai Leo, ma anche oltre, perciò ci affideremo maggiormente a professionisti della comunicazione. Dobbiamo implementare la funzionalità delle nostre strutture: stiamo ultimando la costruzione del nuovo “asilo”, voluto da Gianni Fossati, che ci aiuterà ad aumentare il numero di cani da consegnare. Dobbiamo rinnovare, senza stravolgere, l’immagine del Servizio Cani Guida: ecco che, in occasione della trasformazione da associazione a fondazione, da poco ultimata, il nuovo logo è stato studiato per mantenere l’immagine, i colori e l’effetto precedente, ma guardando idealmente in avanti, con l’inversione del cane e del suo conduttore e modificando l’immagine del cane, dal pastore tedesco che si usava una volta al labrador, che oggi è la razza più utilizzata. Infine, dobbiamo adoperare tecniche al passo con i tempi: per questo ci affidiamo anche a professionisti esterni che affiancano i nostri istruttori per affinare le modalità di lavoro e la scelta, l’educazione e l’addestramento».

Molti Lion sostengono il Centro con convinzione, ma forse non ne conoscono fino in fondo la complessità. Quale aspetto del vostro lavoro meriterebbe di essere raccontato di più?

«Non credo che ci sia un aspetto di tutto il lavoro che sia più importante: tutte le fasi e tutte le persone contribuiscono allo scopo finale. Senza uno dei passaggi raccontati prima non potremmo arrivare a dare l’“Angelo a quattro zampe” a chi ne ha tanto bisogno. Proprio per questo, quando parliamo del Servizio Cani Guida dei Lion, invitiamo sempre a venirci a trovare a Limbiate o a organizzare sul territorio una delle nostre dimostrazioni. Molti Lion sanno che esistiamo, molti ci aiutano, non tutti sanno bene cosa facciamo: è compito nostro “divulgare il verbo”, farci conoscere e spiegare il tutto. Anche per questo, ogni anno i governatori nominano, per ognuno dei 17 Distretti, i rappresentanti distrettuali del service dei Cani Guida, che noi invitiamo in un fine settimana di settembre a Limbiate, per “toccare con mano”, conoscere la nostra realtà e aiutarci a raccontarla in tutta Italia, a organizzare raccolte fondi, eventi, iniziative, che avranno sempre il nostro supporto».

Ora il Centro è ufficialmente fondazione: ci vuoi spiegare il significato di questa scelta?

«Si è scelto di trasformare l’associazione in fondazione perché si è voluto destinare il nostro patrimonio in modo stabile agli scopi statutari, primo fra tutti quello di addestrare cani per i non vedenti, e ciò indipendentemente dalle persone che la gestiscono. In tal modo abbiamo garantito continuità nel tempo del nostro service, con una governance affidata agli organi previsti dallo statuto, che daranno attuazione agli scopi sociali che ci siamo proposti per aiutare i non vedenti».