MANUELA CREPAZ
«La cosa più bella che si può fare è ringraziare. Vi ringrazio di cuore perché il vostro servizio è sempre più sentito dalla cittadinanza. Vedo nascere tanta riconoscenza».
Con queste parole il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha dato il via alla serata inaugurale del 74° Congresso nazionale Lion. Un esordio che ha dettato il tono di una serata intensa, capace di alternare emozione, riflessione e orgoglio associativo.
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, in collegamento, ha sottolineato come Milano rappresenti «il luogo ideale per mostrare le idee per il futuro», ricordando la collaborazione con la Regione quale percorso di crescita «sociale, culturale e civica, con iniziative concrete verso giovani, salute e ambiente».
Giulia Gabetta, presidente del Lc Milano Host, club di maggiore tradizione del capoluogo lombardo che proprio quest’anno festeggia i 75 anni di fondazione, ha accolto le congressiste e i congressisti ripercorrendo la storia del club. Il benvenuto ufficiale ha poi ceduto il passo all’intervento del Pdg Claudio Chiarenza, presidente del comitato organizzatore, che ha consegnato all’assemblea un messaggio dalla forza quasi programmatica: «Il singolo non deve esistere più, deve esistere il noi. Dobbiamo guardare l’altro, integrarci e capire meglio la realtà prima di fare il service, per essere più efficaci sul territorio e poter aiutare le difficoltà emerse».
Il governatore Gianangelo Tosi ha voluto restituire i meriti dell’organizzazione del Congresso ai suoi protagonisti: l’idea della location al governatore distrettuale eletto Francesco Cangiano, la direzione esecutiva a Claudio Chiarenza e il coordinamento alla presidente del Consiglio dei Governatori Rossella Vitali, «il mio capo», come l’ha definita con affetto, assieme all’intera squadra di soci del distretto.
IL SALUTO DEI LEO E DEI RAPPRESENTANTI ESTERI
Alessandro Salvarani Corsetti, presidente del Multidistretto Leo, ha portato una presenza «non istituzionale» ma sostanziale, ricordando il percorso comune intrapreso da Leo e Lion: «I Leo sono la prova che i giovani attivi che si interessano agli altri ci sono. È un terreno fertile da coltivare con cura, umanamente, non burocraticamente. Noi vogliamo che questo diventi sempre più naturale».
Significativi anche i saluti dei rappresentanti dei distretti e multidistretti esteri: dal Distretto 132 della Macedonia con il Pdg Andreja Stoikovski, all’Austria con la Pcc Eva Gferer-Unterlerchner che ha ricordato «il legame forte come una famiglia unita», alla Germania con il Cc Ottmar P. Heinen con l’invito al prossimo appuntamento al Lions Europa Forum di Karlsruhe.
L’intervento del direttore internazionale Niels Schnecker, rappresentante di Lions International, ha ricevuto un’ovazione: ha regalato all’assemblea un discorso di rara intensità, passando dall’umorismo all’emozione in pochi minuti. «Questo è un momento del cuore perché voi italiani avete fatto qualcosa di straordinario: mi avete adottato. Quello che ho vissuto qui in Italia è qualcosa di unico». Parole sincere, non di circostanza. Schnecker è infatti rumeno, del Distretto 124, residente tra Bucarest e Roma al seguito della moglie.
I NUMERI DEL MULTIDISTRETTO: L’INTERVENTO DI SCHNECKER
Dopo il sorriso, i numeri. Schnecker ha restituito all’assemblea la misura della forza italiana all’interno di Lions International: «Il Multidistretto 108 Italia rappresenta oltre il settanta per cento di tutta la crescita numerica dell’Area Costituzionale Europa. Più di sette decimi di ogni nuovo socio Lion europeo nell’ultimo periodo viene dall’Italia. Questo non è un dato, è un fenomeno. È qualcosa di cui l’intera Europa Lion dovrebbe parlare, studiare e, onestamente, copiare.» Con una crescita del 2,35%, l’Italia guida la classifica europea in termini assoluti. Schnecker ha aggiunto, tra gli applausi della platea, che il suo Distretto 124 Romania primeggia in percentuale con il 2,75% – «ma sono l’uomo più fortunato del lionismo europeo: provengo dal Paese con la più alta crescita percentuale e vivo parte del mio tempo nel Paese con la più alta crescita assoluta. Romania e Italia: le due locomotive del lionismo europeo».
Sul rapporto tra Lion e Leo, Schnecker è stato ancora più netto. L’Italia detiene il numero più alto di soci Leo dell’intera Area Costituzionale Europa – circa un terzo del totale continentale – ma non è il dato a colpire, è la qualità di quel legame: «Non è un rapporto formale, non è una relazione di facciata. È un rapporto vivo, autentico, fatto di mentorship, di fiducia reciproca, di incoraggiamento». Ha indicato poi due eccellenze italiane riconosciute a livello globale: la Past International Director Elena Appiani, scelta da Lions International per guidare il Global Action Team nell’Area Costituzionale Europa – «quando Elena parla, l’Europa Lion ascolta, e fa bene ad ascoltare» – e il Past Council Chairperson Alberto Soci, presidente del Consiglio di Pianificazione della Lions Academy Europe e tra i suoi fondatori. «Alberto è un costruttore di ponti, un visionario pratico, uno di quegli uomini che trasformano le idee in strutture solide». Ha aggiunto che il programma italiano di formazione dei Club Officer e il Control Tower sono diventati modelli ufficiali di riferimento per la Lions Academy Europe: «Quando vogliamo alzare l’asticella, guardiamo all’Italia».
Ha chiuso con una dichiarazione che ha fatto alzare in piedi l’assemblea: «Il lionismo non è un’organizzazione, è una comunità. E le comunità migliori sono quelle che accolgono chi viene da fuori, che crescono insieme, che sanno celebrare con autenticità i propri successi». Una pausa, poi la voce che si incrinava appena: «Sono commosso, e un po’ italiano nel cuore. Grazie a tutti. We serve!».
Un momento di raccoglimento ha accompagnato il ricordo di Gianni Fossati, figura legata al servizio cani guida, con un video a lui dedicato. La presidente Rossella Vitali ha salutato la moglie Daniela con parole di affetto e gratitudine mentre sfilavano Vladimir, Savana, Sidney, Riley, Sushi, Vanilla, Ciuchino, Semola, Oliva, Uki, Bacardi con i loro accompagnatori.
IL DISCORSO DELLA PRESIDENTE ROSSELLA VITALI
A chiudere la serata inaugurale è stato il discorso della presidente del Consiglio dei governatori, Rossella Vitali, che ha tracciato un bilancio dell’anno e una visione per il futuro dell’organizzazione: «Il service vince sempre, la voglia di fare vince sempre». Ha ripercorso le scelte più significative dell’anno con la forza di chi sa che il servizio si misura nella concretezza. «Forti ad aprirci: è la parola chiave del futuro della nostra organizzazione. Altrimenti saremo sempre quelli del cibo e delle cene». Ha offerto all’assemblea un bilancio articolato e una visione programmatica netta, senza sconti. «Benvenuti a Milano che 35 anni fa mi ha accolto in città e nella grande famiglia Lion», ha esordito, per poi rivolgere un ringraziamento esplicito ai governatori: «Avete avuto il coraggio che vi avevo chiesto al Congresso di Torino. Abbiamo condiviso un anno complesso, di scelte complesse: avete discusso, pensato, però alla fine deciso nel modo migliore, mantenendo una grande onestà intellettuale anche nei miei confronti». Vitali ha ricordato anche il lavoro svolto per costruire una visione comune del multidistretto: «Abbiamo cercato di costruire insieme delle linee di indirizzo e di trasmetterle ai nostri distretti. Ci siamo riusciti? Non lo so. Ma è stata una dichiarazione di intenti forte e quando i governatori hanno iniziato a lavorare nei distretti, quella visione l’avevamo tutti insieme».
Il filo conduttore del suo intervento è stata la prossimità: «Abbiamo pensato che bisognasse avere una governance vicina ai soci, vicina alla base, a chi lavora, a chi ogni giorno è nei gazebo, a chi organizza screening, a chi si riunisce fino a tarda notte sacrificando lavoro e famiglia per costruire qualcosa per la comunità». Un riconoscimento rivolto ai governatori che, ha sottolineato, «sono stati vicini con unicità e grande generosità», ben oltre gli appuntamenti istituzionali e i congressi.
«È la visione che consegniamo a questa assemblea: esserci per i soci». Da qui il richiamo alla “piramide rovesciata”, dove «in cima non ci sono i leader, ma i club». Un principio che, ha sottolineato, non può restare soltanto una formula: «La piramide rovesciata non è un bel discorso da fare, deve essere vera, praticata». Dare senso a chi lavora, perché «i leader devono saper condividere le criticità, celebrare i successi e coinvolgersi quando c’è bisogno». Una visione che si intreccia con una lettura lucida del cambiamento sociale: «La nostra società è cambiata profondamente e chiede a noi di adeguarci». Ha ricordato inoltre come «essere nella comunità, partecipare alla vita democratica e sostenere le istituzioni democratiche sia un nostro dovere primario».
Da questa consapevolezza è nata la riflessione sui service impact, pensati non come sostituto della raccolta fondi – «che deve continuare, ma non basta» – bensì come risposta attiva a bisogni nuovi. «Riteniamo che la nostra organizzazione non abbia un ruolo sussidiario, ma di partner principale.» Da qui il grande lavoro sui protocolli d’intesa e sulle alleanze strategiche, che Vitali ha definito strumenti pensati per i soci e per i club, affinché possano essere applicati sui territori. Partnership nell’assistenza domiciliare, con Panathlon e Banco Alimentare, fino all’accordo firmato nel pomeriggio stesso con l’associazione Ragazzi on the Road sulla cultura della legalità e della sicurezza stradale. Un’apertura a ventaglio, ha detto Vitali, «per portare il bene come sentinelle del bene».
Tra i passaggi più significativi dell’anno, la presidente ha ricordato la presenza alla Leopolda dal 22 al 24 aprile, dove si sono esposti i service con un approccio diretto e di impatto immediato, con risultati positivi anche sulla membership. «Il nostro è il primo multidistretto per crescita associativa in Europa».
Con voce più raccolta, Vitali ha poi parlato del viaggio in Terra Santa, dove circa 70 mila euro di interventi Lion sono stati destinati su tre fronti: aiuti alimentari alle famiglie, sostegno alla ricostruzione e reinserimento lavorativo per chi ha perso tutto a causa della guerra. Da quel viaggio sono nati nuovi rapporti con il patriarcato, che ha chiesto una collaborazione per valutare ulteriori progetti. «Relazioni che nascono, progetti che si sviluppano»: una formula che Rossella Vitali ha applicato anche al tema dei rapporti con le imprese e alla valorizzazione del centro studi del multidistretto, convinta che «quando ci apriamo alle possibilità, l’area del bene cresce».
Tornando al tema dell’apertura, Rossella Vitali ha insistito sulla necessità di mostrare il volto più autentico dell’organizzazione: «Servire mostrando in maniera semplice il lato più umano di noi, meno autoreferenziale, meno personalistico, meno chiuso nell’ottica del service mio, del club mio e delle mie preferenze personali. Aprirci è la parola chiave del futuro di questa organizzazione».
Tracciando un bilancio conclusivo dell’annata, la presidente ha rivendicato soprattutto il metodo di lavoro condiviso che ha caratterizzato il Consiglio dei governatori: «Abbiamo trascorso quest’anno in amicizia, lavorato in sinergia affrontando molte sfide, anche con fatica, ma abbiamo cercato di lasciare basi solide per il futuro».
Rossella Vitali ha chiuso il suo intervento con una citazione delle parole potenti che Giovanni Falcone rivolse alle studentesse e agli studenti del liceo classico di Palermo due mesi prima di essere ucciso. Un messaggio che ha detto di aver ritrovato per ragioni personali e di aver «custodito come un tesoro», e che ha scelto di condividere con l’assemblea come augurio: perché il lionismo, in fondo, è proprio questo: fermarsi, esserci davvero, stare dalla parte del bene anche e nonostante le critiche.