Gruppi di Auto Mutuo Aiuto per uscirne 

Gruppi di Auto Mutuo Aiuto per uscirne 

Franco De Toffol

La ludopatia, o meglio la dipendenza da gioco d’azzardo, rappresenta una grave patologia comportamentale ed è un fenomeno in crescita, soprattutto tra i giovani. Si stima che il problema riguardi 1,5 milioni di persone in Italia. Uscire da tale disturbo è possibile, ma è fondamentale riconoscere il problema e cercare un aiuto professionale. Tra gli aiuti o percorsi di cura, l’associazione di Auto Mutuo Aiuto (Ama) riveste un ruolo importante. Abbiamo intervistato la dottoressa Giulia Tomasi, psicologa-psicoterapeuta e referente del progetto “Azzardo, cura e prevenzione” all’interno di Ama.

Cosa sono i gruppi Ama e come sono stati coinvolti nei percorsi di recupero del disturbo da gioco d’azzardo?

«L’Auto Mutuo Aiuto nasce storicamente nel contrasto alla dipendenza da alcol. I noti Alcolisti Anonimi sono i precursori degli odierni gruppi di Ama: gruppi di persone che si aiutano tra pari, senza la guida di un tecnico o di un clinico. L’idea fondante considera le persone come portatrici non solo del problema, ma anche di risorse. Le persone sono esperte per “esperienza diretta” e sono quindi in grado di aiutarsi e sostenersi reciprocamente tramite il confronto, l’ascolto e la fiducia. Il motto “Solo tu ce la puoi fare, ma non ce la puoi fare da solo” rimette la persona al centro del proprio percorso di cambiamento, senza delegare ad altri l’aiuto e la ricerca di soluzioni. Nel campo delle dipendenze i percorsi di gruppo sono strategie privilegiate, in quanto rompono l’isolamento in cui si chiude la persona e spezzano così le catene che la legano alla patologia».

Quale meccanismo scatta nel giocatore d’azzardo che si apre all’ascolto dell’esperienza altrui e all’espressione della propria?

«Spesso le persone che arrivano al gruppo sono scettiche o timorose: pensano che nessuno potrà davvero capire la loro storia. Nell’incontro con gli altri, però, si sperimenta la comunanza delle esperienze. Un tipico aspetto nei soggetti con problemi d’azzardo riguarda la cosiddetta rincorsa delle perdite: “Io gioco solo per rifarmi dei soldi che ho perso, non ho una dipendenza. Appena vincerò e rientrerò dei soldi buttati, smetterò”. Questa idea distorta è un diffuso alibi per continuare a giocare: in gergo clinico si definisce distorsione cognitiva. Il percorso di gruppo aiuta ad aumentare la consapevolezza sul proprio modo di pensare e di agire, divenendo un momento di crescita e cambiamento».

La famiglia può assistere gli individui nella fase di recupero?

«La punta dell’iceberg dei problemi legati al gioco d’azzardo sono i soldi, o meglio i debiti, con numerosi conflitti in famiglia: i familiari sono molto arrabbiati, delusi e non sanno come affrontare la situazione. In ciò il gruppo, ancora una volta, rappresenta una risorsa importante: i familiari raccontano la loro esperienza ed evidenziano possibili strategie efficaci per affrontare il cammino di cambiamento».

Come si accede ai gruppi A.M.A.?

«Per entrare nei nostri gruppi basta prendere un appuntamento presso la nostra associazione, chiamando il numero 342 8210353 oppure scrivendo una mail a azzardo@automutuoaiuto.it. Il colloquio è gratuito e, ovviamente, tutto ciò che viene raccontato è tutelato dal segreto professionale. Spesso sono i familiari a richiedere un colloquio, iniziando il percorso da soli, per aiutare la persona con il problema ad ammettere di avere bisogno di sostegno. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.automutuoaiuto.it».