Mariacristina Ferrario
La capacità visiva è una funzione fisica e non intenzionale; lo sguardo, invece, è un atto volontario con cui si rivolge l’attenzione su qualcosa.
È da questa distinzione che desidero partire per raccontare la storia di Lorenza e di Quasimodo, una storia bellissima, una boccata di aria pulita che ci fa sentire bene, perché un cane guida non è solo “gli occhi di chi non vede”, ma rappresenta anche l’impegno e la volontà di essere d’aiuto.
Lorenza è una donna laureata, moglie e madre che, a un certo punto della vita, perde la vista e si ritrova nel buio assoluto.
Si rivolge al Centro di addestramento Cani Guida dei Lions e le viene affidata una cagnolina, Penny, che però nel 2021 muore, facendola ritornare, per dieci mesi, in un mondo in cui si sente persa e impotente. Nel 2022, sempre dal Centro Cani Guida di Limbiate, le viene assegnato un altro cane: Quasimodo.
«Mi sentivo completamente dipendente da chiunque avessi intorno e ho cercato e desiderato un cane con tutte le mie forze. Ho sentito molto la mancanza di Penny, ma quando ho incontrato Quasimodo è stato amore a prima vista. Mi ha sommersa di coccole, di bacini e mi ha conquistata piano piano. È un cane molto dolce e affettuoso, che è entrato nel cuore anche dei miei familiari; non è mai invadente, è discreto e, quando incontra i miei amici, li saluta uno a uno e poi torna al suo posto. Lui non è solo i miei occhi, è anche la parte di me più riflessiva e prudente perché, a volte, io sono testarda e mi impunto per andare in una certa direzione, ma lui, più cocciuto di me, mi costringe a dargli retta e mi evita sia piccoli inconvenienti, come entrare in una pozzanghera, sia pericoli che potrebbero causarmi danni fisici, sia anche quei rischi che lui riesce a intuire, allontanandomi da chi non gli sembra ben disposto. Con lui mi muovo per Milano serena e non ho paura di niente e di nessuno, perché lui ha proprio il dono di riconoscere chi ha cattive intenzioni. Quasimodo non è un ausilio, un rimedio a un mio problema: lui è parte di me, e la sua presenza è uno stimolo continuo e un supporto quotidiano ad affrontare, anche psicologicamente, la mia condizione. Quando sono stanca, lui è con me; quando sono serena, lui è con me; quando gioisco, lui gioisce con me. La mia gratitudine per chi mi ha dato Penny e Quasimodo è immensa, non solo perché sono cani fantastici, ma anche perché le persone che lavorano al Centro Cani Guida sono qualificate ma umili, lavorano con passione, senza glorificarsi, dedite esclusivamente a offrire un servizio che spazia in tutti gli ambiti: dallo spiegare tutto ciò che si deve conoscere sulla gestione del cane, al seguire la storia di ognuno con attenzione e infinita pazienza, fino al raggiungimento di quella sintonia che genera un’unione unica, di amore reciproco e appagante.»
Grazie, Lorenza, per aver condiviso con noi le tue emozioni.