Continuiamo a giocare senza barriere

Continuiamo a giocare senza barriere

Filippo Portoghese

L’inclusione e il superamento delle barriere, siano esse fisiche, sociali o culturali, rappresentano valori fondamentali per la comunità Lion. In questa intervista, Filomena Abbadessa, coordinatrice del service “Giochiamo senza Barriere, la festa dell’inclusione”, ci racconta come un’iniziativa nata per celebrare la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità stia diventando un’occasione concreta di incontro, gioco e crescita per migliaia di bambini, studenti e famiglie.

Abbiamo il piacere di parlare di un’iniziativa davvero speciale, che sta riscuotendo grande successo: “Giochiamo Senza Barriere, la Festa dell’Inclusione”. Di cosa si tratta e qual è l’obiettivo di questo progetto?

«”Giochiamo Senza Barriere” è un’iniziativa che promuove l’incontro e l’abbattimento di ogni tipo di barriera, sia essa architettonica, comunicativa o sociale. Si tratta di una mattinata di festa, organizzata in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità del 3 dicembre. L’obiettivo è creare uno spazio di gioia condivisa dove persone con e senza disabilità, provenienti da istituti scolastici e associazioni del territorio, possano incontrarsi e conoscersi attraverso giochi di gruppo adattati, balli e attività cooperative. Non è una competizione, ma un’occasione per partecipare tutti insieme, divertirsi e valorizzare le capacità di ciascuno in un clima di festa e reciproca scoperta».

Che tipo di attività vengono proposte durante l’evento?

«Le attività sono pensate per essere inclusive e adattabili a tutti. Ci sono giochi di squadra, balli di gruppo, attività che favoriscono la collaborazione piuttosto che la competizione. L’obiettivo principale non è vincere, ma condividere, divertirsi insieme e superare qualsiasi tipo di barriera. Alla fine della giornata, c’è una cerimonia di premiazione simbolica, con la consegna di medaglie e attestati di partecipazione. È un momento di celebrazione che rafforza il senso di comunità e appartenenza».

Qual è l’impatto di questo evento sui partecipanti? Ha visto dei cambiamenti concreti nei comportamenti o nelle attitudini?

«I cambiamenti sono evidenti. Gli insegnanti e gli educatori riportano una maggiore sensibilità da parte degli studenti, una riduzione dei pregiudizi e la creazione di nuove amicizie. I bambini imparano a rispettarsi reciprocamente e a vedere l’altro per quello che è, piuttosto che per quello che ha o non ha. Questo tipo di esperienza è fondamentale perché permette ai ragazzi di sperimentare l’inclusione in modo naturale, attraverso il gioco e la condivisione».

In che modo l’iniziativa si inserisce nei valori fondamentali del lionismo?

«“Giochiamo Senza Barriere” è un perfetto esempio di come le e i Lion lavorano per il miglioramento della comunità. I nostri valori si basano sul servizio e sull’impegno verso gli altri e questa iniziativa li incarna pienamente. Non si tratta solo di organizzare un evento, ma di creare un’opportunità concreta per abbattere le barriere tra le persone, per dare visibilità alle abilità piuttosto che alle disabilità. È un modo per contribuire attivamente alla costruzione di una società più inclusiva e rispettosa delle diversità».

Qual è il messaggio più importante che l’iniziativa vuole trasmettere?

«Le barriere sono spesso frutto di pregiudizi e paure, e possono essere abbattute attraverso il contatto umano, la conoscenza reciproca e la condivisione di esperienze positive. Questo evento è la dimostrazione tangibile di quanto possiamo raggiungere quando lavoriamo insieme, superando le nostre differenze».

Si può dire che l’iniziativa stia avendo un impatto più ampio nella comunità? 

«Sì, assolutamente. L’iniziativa sta crescendo ogni anno e viene apprezzata sempre di più dai club, dalle scuole e dalle associazioni. La bellezza di “Giochiamo Senza Barriere” sta proprio nella sua capacità di adattarsi a contesti diversi, che sia una scuola, una palestra o una comunità locale. L’impatto è significativo: non solo favorisce l’inclusione durante l’evento, ma porta anche a un cambiamento di mentalità che dura nel tempo. Le persone cominciano a vedere le diversità come un valore, non come una barriera. Il 3 dicembre 2025 il service è stato svolto in 15 comuni coinvolgendo oltre 4 mila persone.»

C’è un episodio, uno sguardo, una frase che l’ha colpita e le piace ricordare?

«Me ne porto tanti nel cuore. Ma uno mi ha segnato. Un bambino, forse dieci anni, alla fine dell’evento si è avvicinato a un suo coetaneo in carrozzina e gli ha detto: “Sei fortissimo a giocare a palla così. Ci giochiamo ancora martedì?”. Non ha visto la carrozzina. Ha visto un compagno di gioco, un amico. Ecco, quando l’inclusione diventa un appuntamento per giocare di nuovo… allora sai che non è stata una finzione. È vita che si espande».

Guardando avanti, qual è la speranza più grande per il futuro di “Giochiamo Senza Barriere”?

«Il futuro di “Giochiamo Senza Barriere” è senza dubbio promettente. Il service, su proposta del Lions club Puglia Champions e di altri 55 Lions club, è candidato a diventare un service distrettuale per il prossimo anno sociale. La bellezza di questo progetto risiede nella sua possibilità di essere replicato in qualsiasi contesto, dalle scuole alle comunità locali. Tuttavia, nutro una speranza ancora più grande: che un giorno questo service possa espandersi in tutti i Lions club del mondo, diventando un service internazionale e facendo del 3 dicembre il “Lions Day – festa dell’inclusione”, che potrebbe così trasformarsi in una tradizione globale, un appuntamento fisso in ogni cortile, in ogni classe, in ogni comunità Lion. Fino a quel giorno, continueremo a seminare. Perché ogni bambino che oggi gioca senza pregiudizi, domani sarà un adulto capace di creare giardini di libertà».

Grazie, Filomena. Non solo per le sue parole, ma per quello che fa.

«Grazie a voi. Perché parlare di queste cose è un modo per piantare semi e so che spunteranno i fiori».