GIULIETTA BASCIONI BRATTINI
Alessandra Locatelli, Ministra per le Disabilità, è una figura di riferimento per il suo impegno concreto sul fronte dell’inclusione. Con una lunga esperienza nel sociale, come educatrice e volontaria, ha portato al centro dell’agenda politica il tema della valorizzazione delle persone con disabilità, puntando su autonomia, partecipazione e piena cittadinanza. In questo spirito è stato siglato il recente Protocollo d’intesa con i Lion italiani, rappresentati dalla presidente del Consiglio dei Governatori, Rossella Vitali. L’accordo punta a diffondere buone pratiche e progetti d’inclusione su tutto il territorio nazionale, ispirandosi alla Convenzione Onu e alla Carta di Solfagnano.
Abbiamo intervistato la Ministra per approfondire gli obiettivi dell’intesa e le sue potenzialità in termini di impatto sociale.
Quali sono gli obiettivi principali dell’intesa con i Lion?
«I Lion svolgono un lavoro importante e prezioso in tutto il Paese, sono un punto di riferimento nei territori e operano con costanza in tutti gli ambiti della vita quotidiana. L’obiettivo di questa intesa è lavorare insieme per promuovere la riforma sulla disabilità e valorizzare i talenti e le competenze di ogni persona, nell’ottica di cambiare realmente lo sguardo e iniziare a vedere in ciascuno le potenzialità e non i limiti.»
Qual è oggi il valore della Convenzione Onu e della Carta di Solfagnano nelle politiche per la disabilità?
«La Convenzione Onu, che è legge nel nostro Paese da sedici anni, è il nostro faro e continua a guidare e a ispirare tutte le nostre politiche e azioni. La Carta di Solfagnano, documento finale del primo G7 Inclusione e Disabilità, fortemente voluto dall’Italia, ribadisce i principi della Convenzione attraverso otto priorità e impegni che i Paesi G7 hanno assunto: dall’accessibilità universale all’inclusione come priorità nelle agende, dalla vita autonoma e indipendente all’inclusione lavorativa, dalla promozione delle nuove tecnologie alla prevenzione e gestione nelle emergenze, crisi climatiche, umanitarie e nei conflitti. Su questi impegni abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare con sempre più determinazione per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie.»
Come superare la visione assistenzialistica e promuovere una reale valorizzazione dei talenti delle persone con disabilità?
«La riforma sulla disabilità che stiamo attuando, frutto di un lavoro condiviso con il mondo delle associazioni, è una grande sfida per la piena realizzazione del progetto di vita di ogni persona, per semplificare gli iter burocratici, per cambiare l’approccio culturale e mettere al centro la persona con i suoi bisogni e i suoi desideri, come previsto dalla Convenzione Onu. In particolare, l’introduzione del progetto di vita istituisce uno strumento che consente la presa in carico della persona con disabilità e della sua famiglia, superando la frammentazione tra le risposte sanitarie, sociosanitarie e sociali. Il cammino di progetti, incontri e riforme di questi tre anni è stato orientato alla valorizzazione e al supporto di tutte le iniziative e realtà che ho potuto conoscere o visitare. Abbiamo cercato di dare visibilità alle associazioni grandi e piccole, note e meno conosciute, alle persone e alle famiglie, perché solo facendo tutti un grande salto di qualità possiamo invertire l’ordine delle priorità.»
I Lion operano da sempre a fianco delle persone con disabilità. Come può questo protocollo potenziare il loro impatto a livello locale e nazionale?
«Sono da sempre convinta che la collaborazione, a tutti i livelli, possa generare opportunità straordinarie e costruire percorsi virtuosi per tutti. I Lion hanno sviluppato in questi anni servizi importanti rivolti alle persone non vedenti, all’autismo, all’inclusione sociale, lavorativa e sportiva, per esempio, e di questo mi complimento e ringrazio tutti i governatori, i presidenti, le e i Lion e Leo. Questo protocollo rafforzerà queste azioni, affiancandole e supportandole con la forza dell’istituzione che rappresento e promuovendo con convinzione ogni attività che verrà proposta e sarà al servizio delle persone, nel rispetto e nello stile Lion. Dall’altro lato, i Lion stessi, con i progetti di alta qualità che si sviluppano sul territorio, rappresentano uno straordinario veicolo per proporre il nuovo sguardo, che è fondamentale diffondere a tutti, per vedere in ogni persona le potenzialità e non i limiti.»
Quali esempi virtuosi di collaborazione tra Ministero, territorio e associazioni sta già osservando?
«I progetti a cui abbiamo dato vita con il territorio sono molti e si tratta anche di bandi che intercettano le attività del mondo del Terzo settore e delle associazioni più in generale, come per esempio quelli riguardanti il turismo accessibile o le periferie inclusive. Con particolare riferimento ai Lion e ai Leo ho avuto il piacere e l’onore di collaborare in vari ambiti. Il più importante, sicuramente, è stato l’organizzazione del primo G7 al mondo che si è svolto sul tema “Inclusione e disabilità”. Abbiamo portato in piazza ad Assisi circa 6.000 persone ed è stato un evento straordinario nel quale Lion e Leo sono stati presenti con stand e volontari, ma anche con lavori che si sono svolti nei due giorni seguenti e che hanno portato alla firma del documento finale da parte dei Ministri G7. Ho avuto anche il piacere di collaborare per la realizzazione di ExpoAid 2023 a Rimini, del ComoLake Inclusion a Cernobbio e vorrei proseguire da qui e per il futuro non solo per i grandi eventi (come ad aprile il nuovo ExpoAid 2026 a Rimini), ma anche per altre iniziative che riguardano il tema specifico dell’autismo e dei Dama. Abbiamo avuto modo, infine, di lavorare insieme sia per promuovere reciprocamente singoli progetti (ad esempio i cani guida, la promozione di service sull’autismo e l’Alzheimer), sia sul coinvolgimento internazionale, dove ogni anno i Lion sono parte della delegazione italiana alla Conferenza mondiale sulla disabilità alle Nazioni Unite e voce autorevole dei panel che organizzo insieme ad altri paesi.»
Dal confronto con la Ministra Locatelli emerge una visione chiara: l’inclusione richiede collaborazione, responsabilità condivisa e azioni concrete. Il protocollo con i Lion italiani è un esempio virtuoso di alleanza tra pubblico e società civile, pensata per trasformare principi in risultati tangibili sul territorio.