Lombardia inclusiva: “L’impegno è rendere i territori accessibili a tutti”

Lombardia inclusiva: “L’impegno è rendere i territori accessibili a tutti”

EVELINA FABIANI

Parlare di disabilità significa parlare di diritti, di partecipazione e soprattutto di dignità; significa riconoscere che ogni persona, al di là delle proprie fragilità, porta con sé un valore unico e un contributo essenziale per la comunità. Questo è stato il tema dell’intervista all’Assessora alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità di Regione Lombardia, Elena Lucchini, che ha illustrato le politiche e i progetti con cui la Regione intende promuovere una società più inclusiva, capace di abbattere le barriere non solo fisiche, ma anche culturali.

La Regione Lombardia ha spesso sottolineato l’importanza della sinergia con il Terzo Settore. Come valuta il contributo di realtà come i Lions club nel campo della disabilità e dell’inclusione? È ipotizzabile, in futuro, una collaborazione?

«Per la nostra regione il volontariato, le associazioni le fondazioni del Terzo Settore sono un patrimonio materiale e immateriale che testimoniano da sempre un primato sociale del quale siamo profondamente orgogliosi. Nel quadro degli obiettivi di sostegno e promozione del Terzo Settore, il mio assessorato valorizza il contributo e il ruolo attivo degli enti, sia in fase di programmazione sia in quella di attuazione delle politiche volte a sostenere le persone più a rischio di esclusione dalle opportunità di crescita e sviluppo.

Il rapporto con i Lions club è da sempre solido e costruttivo. Paradigma di ogni azione, nella visione dei Lion, resta l’etica, requisito fondamentale per proporre progetti che abbiano uno sguardo rivolto al presente e al futuro. Il vostro è un lavoro ispirato ai principi di cooperazione e di responsabilità, da sempre all’altezza della nostra eccellenza sociale. La Regione Lombardia riconosce il valore di questo quotidiano impegno, che si inserisce in una rete al servizio dei cittadini e dell’intera comunità».

Le persone con disabilità chiedono oggi non solo assistenza, ma reali opportunità di autonomia e partecipazione. In che modo la Regione intende promuovere questa evoluzione culturale e sostenere i progetti che mirano all’autonomia personale, anche in collaborazione con organizzazioni?

«Regione Lombardia è da tempo impegnata nella promozione di politiche di welfare che mettono al centro della società civile la persona affinché partecipi attivamente e responsabilmente alla realizzazione del proprio progetto di vita all’interno del contesto sociale in cui sceglie di vivere, divenendone anche risorsa preziosa. La comunità è il “luogo”, il “tempo” e “le relazioni” in cui può esserci qualità di vita, perché sono garantite la partecipazione e l’inclusione attive. La comunità si vive nella quotidianità, ed è necessario partire dal riconoscimento che tutti coloro che vi appartengono sono attivatori e promotori di inclusione, di luoghi e tempi “inclusivi”. Per garantire il welfare di comunità, Regione Lombardia adotta strumenti d’azione quali il Fondo Inclusione Autismo, il Fondo Non Autosufficienza e il Fondo Dopo di Noi, consolidando le esperienze di coabitazione avviate, attuando la norma sulla vita indipendente e sostenendo e riconoscendo la figura del caregiver».

Spesso i giovani con disabilità rischiano l’isolamento dopo il percorso scolastico. Quali misure sta adottando la Regione per favorire la loro inclusione nel lavoro e nella vita sociale? E quale ruolo possono avere i Lion?

«Al centro di ogni nostra misura c’è proprio il valore imprescindibile dell’inclusione. Grazie al bando dedicato all’inclusione socio-lavorativa sarà possibile sostenere interventi volti a rendere accessibile e continuativa la dimensione occupazionale nell’ambito dei progetti di vita indipendente, per la piena ed effettiva partecipazione nella società delle persone con disabilità. I progetti saranno rivolti ad adolescenti, giovani e adulti con disabilità fisica, psichica o sensoriale, residenti o domiciliati in Lombardia, in diverse condizioni occupazionali. Grazie a una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro, rinnoviamo una misura che si estenderà sul prossimo triennio 2026-2028, offrendo maggiore continuità e una più efficace programmazione agli operatori. Attraverso il nostro consueto modello operativo, che valorizza il welfare territoriale, offriremo una presa in carico multidisciplinare, innovando e personalizzando le misure di intervento, sempre più attente alla cooperazione tra pubblico e privato e sempre più consapevoli della necessità di valorizzare talenti e attitudini. Per mettere a terra questi progetti c’è bisogno anche delle competenze e dell’umanità del Terzo Settore».

Qual è la sua visione di una Lombardia davvero inclusiva? 

«La nostra regione è conosciuta per i primati economici e per la grande capacità di innovarsi, ma in realtà vanta importanti primati anche in ambito sociale. Ogni giorno siamo al lavoro perché diventi una regione sempre più inclusiva e, in quest’ottica, abbiamo voluto fortemente il progetto “Stai – Servizi per un turismo accessibile e inclusivo”, che, cogliendo l’occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano-Cortina 2026, coinvolgerà i territori delle province di Pavia e Sondrio per potenziare il turismo montano e termale. Il nostro intento è sviluppare interventi che facilitino l’accesso al territorio non solo in termini di abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche e soprattutto di inclusione turistica, garantendo un’eredità per il futuro a vantaggio di tutta la collettività. Centrali saranno alcune azioni mirate a favorire la fruibilità dei Giochi, studiate in raccordo con le associazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità. L’impegno di tutti, infatti, deve essere rivolto a rendere gli spazi, le comunità, i territori, l’ospitalità, i servizi, la ristorazione, i percorsi e la mobilità accessibili e fruibili da tutti, contribuendo a creare benessere sociale e valore economico diffuso. Anche in questo percorso la vostra realtà potrà dimostrarsi, ancora una volta, al servizio della nostra comunità».

Un messaggio che si intreccia profondamente con la missione dei Lion: costruire ponti di solidarietà, favorire l’autonomia delle persone, creare contesti in cui nessuno sia lasciato indietro, perché l’inclusione è un atto di giustizia e di autentica umanità.