DI MICAELA CONDINI
In occasione dell’8 marzo, nella sala consiliare del Comune di Cortona, il Lions Club Cortona Corito Clanis, insieme a Fidapa ha organizzato il convegno “L’eccellenza delle donne”, un momento di riflessione sulla leadership femminile e sul contributo delle donne nei diversi settori della società. Di grande spessore e autorevolezza le quattro relatrici: l’ambasciatrice Elisabetta Belloni ha sottolineato l’importanza delle competenze femminili nella diplomazia e nell’intelligence; la prefetto Maria Luisa Pellizzari ha raccontato il percorso delle donne nelle forze dell’ordine; la dottoressa Valeria Casciello ha tracciato l’evoluzione dell’accesso delle donne alla magistratura.
Infine, particolarmente significativa per il messaggio rivolto soprattutto ai giovani, è stata la testimonianza e la storia di Ivana Ciabatti, fondatrice e presidente di Italpreziosi S.p.A., di cui vi proponiamo l’intervista.
Presidente Ciabatti, partiamo dalle sue origini. Che ruolo hanno avuto nella sua storia?
«Sono nata in un piccolo borgo del Casentino, figlia di contadini. Avevamo poco, ma ho avuto un’infanzia bellissima. I miei genitori mi hanno trasmesso dignità, rispetto, senso del lavoro e umiltà. Sono stati la mia forza nei momenti difficili. Posso perdere tutto, ma non questi valori».
Ha iniziato presto a lavorare. Quanto è stato difficile costruire il suo percorso?
«Molto. Studiavo e lavoravo insieme, poi ho dovuto lasciare l’università. Dopo qualche anno da dipendente, ho deciso di mettermi in proprio, partendo da un piccolo ufficio commerciale di trading di metalli preziosi. Essere donna nel settore era durissimo: ricordo incontri in cui non volevano nemmeno parlarmi. Ma non mi sono mai arresa. Questo dimostra che le donne, quando vogliono, sono molto resilienti».
Dagli inizi difficili a un gruppo internazionale: qual è stato il segreto della crescita di Italpreziosi?
«Ho iniziato senza una lira e con tanti debiti, ma ero piena di entusiasmo. I viaggi e il contatto con culture diverse mi hanno aperto la mente e gli occhi sul mondo, permettendomi di crescere non solo come imprenditrice, ma anche come persona. Oggi l’azienda, che nel 2005 ha fatturato oltre 5 miliardi di euro, opera nell’affinazione e trading di metalli preziosi. Riforniamo il distretto orafo italiano, in particolare quello aretino che è il più importante d’Europa, le banche e i mercati internazionali, dove l’oro rimane un bene rifugio nei momenti di incertezza. Si tratta di un lungo percorso fondato su due cardini imprescindibili: innovazione costante e sostenibilità».
La sostenibilità è un tema centrale nel suo percorso. Cosa significa davvero per lei?
«Non è uno slogan, ma un cammino interiore ed esteriore. Già nel 2007 abbiamo avviato progetti etici, creando cooperative di minatori in Honduras, garantendo prezzi equi, formazione e supporto sanitario. Per noi significa anche accettare margini di guadagno più bassi pur di rispettare persone e ambiente. Credo che in futuro i giovani saranno sempre più attenti a ciò che comprano, alla storia e alla provenienza dei prodotti».
E i giovani? Qual è il suo messaggio per loro?
«Sono il futuro. Credete nei vostri sogni, non abbiate paura di realizzarli. L’Italia è piena di potenzialità: basta parlare di crisi, cominciamo invece a costruire e a dare speranza».
Altro tema a lei caro è la pace. Come si intreccia con il suo impegno?
«Sono presidente della Fondazione Rondine Cittadella della Pace, vicino ad Arezzo, un piccolo borgo straordinario dove convivono giovani provenienti da Paesi in guerra tra loro, come palestinesi e israeliani o russi e ucraini. Lì imparano che il conflitto si supera con il dialogo. È un messaggio universale, valido anche nelle aziende e nella vita quotidiana».
Qual è il ruolo delle donne nella società e nell’economia?
«Portano valore concreto, grazie a competenze e sensibilità. Con più donne al comando ci sarebbero meno guerre. Però non credo nelle quote rosa: dobbiamo essere scelte per merito».
Guardando al futuro, quale visione ha?
«Continuare a crescere senza tradire i principi. Si può fare impresa coniugando profitto, rispetto dell’ambiente e dignità delle persone. Se ce l’ho fatta io partendo da un piccolo borgo senza avere nulla, significa che chiunque può farcela: basta credere nei propri sogni e non scendere mai a compromessi».
IVANA CIABATTI
Ceo e presidente di Italpreziosi S.p.A., fondata nel 1984 e con sede ad Arezzo, guida un’azienda leader internazionale nell’affinazione e trading di metalli preziosi.
Riconosciuta tra i top manager italiani, promuove sostenibilità, etica e responsabilità sociale.
Nel 2025 ha ricevuto il Carol Tyler Award; nel 2022 è stata tra le cento donne più sostenibili al mondo da Women in Mining.
Italpreziosi è società benefit dal 2023 e certificata B Corp dal 2024, parte di un network globale di imprese impegnate in un modello economico inclusivo e rigenerativo.
Ivana Ciabatti è pure presidente della Fondazione Rondine Cittadella della Pace, il villaggio vicino ad Arezzo a cui è rivolto anche il sostegno attivo di Lions International, in particolare del Distretto 108La Toscana, che ha avviato una collaborazione strutturata con Rondine per promuovere una cultura della pace e formare giovani capaci di trasformare i conflitti in opportunità.