MANUELA CREPAZ
«Questo settore cambierà la vita», sostiene. Ma la cambierà come l’hanno cambiata la ruota, l’energia elettrica, l’energia nucleare. Il mondo, ha ricordato, «è sempre andato avanti per pause e poi per invenzioni straordinarie». E il paragone più calzante, secondo Nordio, porta a una rivoluzione di cui si parla poco: i caratteri mobili di Gutenberg.
Prima della stampa, la Bibbia si copiava a mano. Restava nelle chiese e raggiungeva i fedeli solo attraverso la mediazione dei sacerdoti. Con i caratteri mobili entrò nelle case dei tedeschi, che per la prima volta poterono leggerla da soli. Nessuno, Gutenberg per primo, ne immaginava le conseguenze. Da quella lettura senza intermediari nacque la Riforma di Lutero, poi quella di Calvino e degli altri riformatori. Per Nordio fu «la più grande rivoluzione culturale, secondo me, dai tempi dell’era cristiana», l’inizio di una reazione a catena. La stessa tecnica, ha aggiunto, permise però di stampare anche il Mein Kampf di Hitler. Stesso strumento, uso opposto.
Lo stesso vale, per il ministro, per l’intelligenza artificiale. «È un mezzo, è uno strumento che è prodotto dall’intelligenza umana», ha detto, «qualche volta anche dalla stupidità umana o dalla incapacità di prevedere i pericoli». Resta però neutrale, di per sé né buona né cattiva. Come la pistola: nelle mani del carabiniere interrompe una rapina, in quelle del rapinatore la compie. Come l’energia nucleare, che «usata bene illumina una città, usata male fa Hiroshima».
I rischi Nordio non li nega. «Ubi commoda ibi incommoda, dicevano i latini»: dove ci sono vantaggi ci sono anche inconvenienti. Ma se negli ultimi tempi i mass media si sono soffermati soprattutto sui pericoli, lui vorrebbe che si parlasse «anche molto delle opportunità». E sgombra il campo da una delle paure più diffuse: l’intelligenza artificiale, secondo la sua lettura, non potrà mai generarsi da sola, come l’homunculus di Goethe o la creatura di Frankenstein, perché tutto ciò che produce è stato programmato dal cervello umano. Il pericolo nasce solo quando finisce nelle mani sbagliate.
Da qui l’appello alla nostra organizzazione: se c’è un campo in cui serve un’informazione capillare, ha detto il ministro, è proprio questo, e «nessuno meglio di voi, di noi Lion può farlo». Le e i Lion, del resto, svolgono da sempre un’opera di mediazione tra le classi dirigenti e le persone a cui si rivolgono. Il servizio ai più deboli resta essenziale e va anzi potenziato. Oggi però, per Nordio, la priorità è un’altra: «di informare, di incoraggiare e anche di dirimere tutte quelle tensioni, tutte quelle paure» che possono rallentare «una grande opportunità per il futuro». Si tratta di rendere accessibile una novità che sembra misteriosa ma che «tanto misteriosa non è perché è un prodotto del cervello umano».
In fondo, è ancora la lezione della pietra. Lo strumento è già tra noi, e ciò che ne nascerà dipende dalle mani che lo useranno e dalla consapevolezza di chi le guida. Aiutare le persone a capire, prima ancora che a temere, può diventare per noi Lion una nuova forma di servizio, è il messaggio che Carlo Nordio ha rivolto durante il Congresso di apertura del Distretto 108Ta3.