L’economia del “noi”

L’economia del “noi”

Manuela Crepaz

Il lavoro non è solo un reddito, è un’identità. Eppure, per chi è vittima di ludopatia, usura o crisi di mercato, rientrare nel circuito produttivo sembra impossibile. Di questo ponte necessario tra fragilità e autonomia ha parlato recentemente Guido Cogotti, coordinatore del service multidistrettuale Help – Emergenza Lavoro, insieme a Tommaso Sediari in un seminario dell’Accademia Lions 108L. «Il denaro senza guida è un rischio, la guida senza denaro resta un’idea».

Guido, sostieni che dietro molte difficoltà sociali ci sia una persona con idee e competenze che non riesce a trovare spazio nel mercato del lavoro. Cosa manca oggi, più del denaro, a chi vuole partire o ripartire?

«Ciò che manca a chi vuole partire o ripartire non è costituito solo dalle risorse economiche, ma soprattutto: orientamento, per trasformare un’idea in un progetto sostenibile; competenze pratiche, non teoriche, su come muoversi davvero nel mercato; fiducia, spesso persa dopo esclusioni, fallimenti o lavori precari; una rete, fatta di persone, istituzioni e opportunità reali; tutoraggio continuo, qualcuno che cammini accanto nelle scelte, nei dubbi e nei primi passi. Il denaro senza guida diventa un rischio e la guida senza denaro resta un’idea. È l’incontro tra persone, competenze e accompagnamento che permette a un’idea di diventare lavoro e a una difficoltà sociale di trasformarsi in autonomia e dignità».

Help – Emergenza Lavoro e la Fondazione Lions per il Lavoro Italia Ets puntano molto su ascolto e accompagnamento. In cosa questo approccio fa davvero la differenza rispetto a un semplice sostegno economico?

«L’ascolto e l’accompagnamento fanno la differenza perché mettono la persona al centro, non il bisogno. Un semplice sostegno economico interviene sul sintomo, spesso in modo temporaneo. L’ascolto e l’accompagnamento, invece, lavorano sulla causa: aiutano la persona a leggere la propria situazione, valorizzare competenze spesso inespresse e costruire un percorso concreto e sostenibile. Con l’ascolto riusciamo a comprendere chi abbiamo davanti, non solo cosa manca. Con l’accompagnamento possiamo trasformare un’idea fragile in un progetto strutturato, riducendo il rischio di errore, rafforzando la fiducia della persona e evitando l’isolamento. Con Help – Emergenza Lavoro e la Fondazione Lions per il Lavoro Italia Ets non “diamo risposte standard”, ma vogliamo camminare accanto alle persone, creando responsabilità, consapevolezza e autonomia».

Quando parliamo di microcredito, spesso si pensa solo ai giovani. In realtà hai incontrato anche adulti e professionisti in difficoltà. Che profilo hanno oggi le persone che chiedono una seconda possibilità?

«Oggi le persone che chiedono una seconda possibilità hanno profili molto diversi, ma quasi sempre una cosa in comune: non mancano di valore, mancano invece di opportunità adeguate. Accanto ai giovanissimi, incontriamo sempre più spesso adulti tra i 35 e i 55 anni, professionisti, artigiani, lavoratori autonomi e dipendenti espulsi dal mercato del lavoro tradizionale. Persone con competenze solide, esperienza reale e senso di responsabilità, che si trovano in difficoltà per crisi aziendali, cambiamenti del mercato, problemi familiari o percorsi professionali interrotti. Molti non chiedono assistenza, ma fiducia. Non cercano scorciatoie, ma strumenti per rimettersi in gioco: un progetto sostenibile, tempi realistici, qualcuno che li aiuti a ripartire senza essere giudicati. Il microcredito deve intercettare proprio questo bisogno: offrire una seconda possibilità a chi ha ancora molto da dare, valorizzando l’esperienza, ridando dignità al lavoro e trasformando una fragilità temporanea in una nuova ripartenza».

Qual è il ruolo concreto dei Lion in questo percorso?

«Il nostro ruolo concreto è quello di fare da ponte: tra chi ha un’idea e chi può aiutarla a diventare lavoro; tra una difficoltà personale e una rete Lions che non lascia soli. I Lion mettono in campo tre risorse decisive: le competenze, le relazioni, il tempo e la presenza. Per quanto riguarda le competenze, ogni socio porta un patrimonio professionale reale – imprenditori, professionisti, manager, artigiani – che diventa orientamento pratico, lettura dei progetti, supporto nelle scelte e prevenzione degli errori più comuni. Nel campo delle relazioni, la forza dei Lion è la nostra rete, che dialoga con istituzioni, enti, imprese, banche, associazioni. Le relazioni diventano accesso, segnalazioni, contatti utili, occasioni concrete. È spesso qui che un’idea trova lo spazio nel mercato che da sola non riuscirebbe a conquistare. Mentre il tempo donato da socie e soci Lion si traduce in ascolto, tutoraggio e accompagnamento continuo. Qualcuno che segue il percorso, incoraggia, richiama alla responsabilità e aiuta a tenere la rotta nei momenti difficili. I Lion non sostituiscono il mercato, ma lo rendono accessibile. Possono trasformare competenze, relazioni e tempo in opportunità reali, perché quando una persona non è più sola, un progetto può veramente diventare lavoro. È questo il grande valore aggiunto della rete di Lions International: non assistenza, ma attivazione responsabile, che genera autonomia, dignità e futuro».

Cosa può fare un Lions club per sostenere l’imprenditoria e il lavoro sul proprio territorio?

«Il primo passo pratico è aprire uno spazio di ascolto strutturato sul lavoro. Ogni Lions club può partire da qui: non da un bando, non da risorse economiche, ma da un luogo e un tempo dedicati in cui le persone del territorio possano raccontare la propria idea, la propria difficoltà, il proprio desiderio di ripartire. Uno sportello, un incontro periodico, una serata di ascolto qualificato, in collaborazione con il service Help – Emergenza Lavoro e con la Fondazione Lions per il Lavoro Italia Ets. Un momento in cui i soci mettono a disposizione competenze, esperienza e relazioni per orientare, non per giudicare. Proprio dallo spazio di ascolto possono nascere percorsi concreti: progetti più chiari, tutoraggi mirati, accesso al microcredito, reti locali che si attivano. È un passo semplice, sostenibile per ogni club, ma potentissimo. Perché quando un Lions club decide di ascoltare le esigenze di lavoro di un cittadino, sta già creando possibili opportunità di lavoro».