I Lion di oggi guardano alla concretezza

I Lion di oggi guardano alla concretezza

Aristide Bava

Cosa significa essere credibili oggi e quale può essere il ruolo dei Lion per dimostrare questa credibilità? È il leitmotiv di brevi interviste che abbiamo raccolto con i principali protagonisti del Distretto 108 YA e finanche con l’ex presidente del Consiglio dei Governatori Alberto Soci. Ecco le loro considerazioni.

Pino NaimGovernatore del Distretto 108 YA

«Bisogna lavorare per garantire l’inclusione, che non è solo un valore aggiunto, ma è una pratica che deve diventare parte integrante del nostro agire quotidiano. I soci e le socie, da sempre impegnati in azioni di servizio, hanno un ruolo importante nel sensibilizzare la stessa comunità. Dobbiamo sforzarci di favorire la formazione continua: offrire momenti di aggiornamenti per docenti e studenti sul valore della diversità e sul tema dell’inclusione, promuovere attività e progetti che possono spaziare dall’arte alla musica, dallo sport alle attività di volontariato, creando così opportunità di incontro e di scambio. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, quello che, in questo momento, è un tema fondamentale del nostro vivere civile: il tema della pace. Vivere nella comunità e per la comunità è una cosa fondamentale per accrescere la nostra credibilità».

Tommaso Di Napoli Immediato past governatore 

«Il nostro servizio, per puntare al massimo, deve prevedere al centro di ogni azione la motivazione al servizio: non un obbligo, ma una chiamata responsabile verso chi è più vulnerabile. Ogni gesto, piccolo o grande, contribuisce a trasformare il sogno che ci ha uniti in risultati reali per le nostre comunità. Va rafforzata la consapevolezza di superare l’individualismo e riconoscere il valore straordinario delle azioni compiute per il bene comune. Quello che portiamo non è solo un distintivo: è una promessa che va onorata. Pensate a un sorriso che avete acceso, a una mano che avete teso, a una persona che avete aiutato a rialzarsi. Sono questi episodi concreti che definiscono la nostra identità e alimentano la fiducia delle comunità nei nostri confronti. La somma di tanti piccoli interventi genera impatti significativi e duraturi».

Bruno Canetti Primo vicegovernatore

«Nello scenario attuale, noi Lion possiamo fare tanto per contribuire a riscoprire uno spirito di fratellanza e comprensione reciproca tra i popoli del mondo. Il nostro essere cittadini attivi ci impone di essere costruttori di pace, lavorare per costruire ponti e favorire il dialogo. La pace è il bene più prezioso, impegniamoci tutti per una pace che si basi sulla non violenza e sul confronto reciproco, capace di vincere odi e diffidenze, di trasformare il conflitto in riconciliazione. La pace e l’armonia sono valori assoluti ed essenziali anche per la nostra organizzazione. Se vogliamo essere costruttori di pace e interlocutori credibili per le istituzioni e la società civile, dobbiamo prima di tutto essere coerenti con l’etica lionistica e uniti tra di noi».

Gianfranco UcciSecondo vicegovernatore 

«Quando ci dedichiamo agli altri con nobiltà, ispirati alla solidarietà e all’integrità, che sono alla base del nostro spirito di servizio, il nostro impegno di Lion diventa più autentico e significativo, elevando il valore del nostro aiuto e ispirando anche gli altri a fare lo stesso. La concretezza è alla base di ogni azione. Abbiamo bisogno di progetti realizzabili, concreti, che portino benefici tangibili a chi ci sta vicino. Lavorare insieme è fondamentale. Insieme significa coinvolgere le istituzioni locali per condividere progetti e risposte ai bisogni. La forza dei Lion sta nella collaborazione, nel mettere in comune energie e ideali, valorizzando le competenze di ciascuno e promuovendo un senso di appartenenza e responsabilità collettiva: soci e socie devono sentirsi valorizzati e motivati a contribuire. È importante coinvolgere i giovani e favorire sinergie intergenerazionali, creare inoltre occasioni dove ogni voce sia ascoltata, rafforzando la coesione all’interno del distretto per raggiungere nuovi traguardi. Il rispetto dell’etica, il rispetto degli altri e la lealtà ai principi sono il cuore pulsante del nostro operato e certamente aumentano la nostra credibilità».

Franco Scarpino Presidente del Cda della Fondazione distrettuale

«Per più di 105 anni, la frase “We Serve” ha fatto comprendere chi sono i Lion. È un modo di dire facile, chiaro, quasi disorientante, ma racchiude un mondo di sensi che mutano con il passare del tempo. Se agli albori del ventesimo secolo l’idea di fare qualcosa per gli altri significava un volontariato solitamente pratico (preparare pasti per chi non aveva nulla, dare regali a famiglie in difficoltà, raccogliere soldi durante manifestazioni pubbliche) oggi questa visione non basta più a descrivere quanto si impegnano i soci e le socie Lion. La nostra società si è modificata, le necessità sono diverse e di conseguenza è mutato anche il modo di dare il proprio contributo. Essere utile al giorno d’oggi vuol dire mettere a disposizione quel qualcosa che ciascuno può dare in quanto membro consapevole della società. L’aiuto non è più solo un’azione di gruppo e pratica: è un approccio, un dovere condiviso, una manifestazione di partecipazione civica. Non si tratta solo di fare delle cose, ma di essere una risorsa per gli altri, ovvero un appoggio sicuro, un riferimento esperto, un modello di integrità e quindi tutto ciò aumenta la nostra credibilità».

Alberto SociGià presidente del Consiglio dei governatori e oggi Past council chairperson del Multidistretto Lions 

«Lo stato del Lions International oggi è indirizzato a trovare una dimensione nuova dell’organizzazione. Siamo in un momento di grande cambiamento, questo è chiaro. Cambia il mondo fuori e noi viviamo quel mondo lì; quindi se viviamo quel mondo lì dobbiamo essere capaci di cambiare più velocemente rispetto a quello che stiamo facendo adesso. Il Lions International oggi sta cercando di trovare la formula, o meglio, è convinto di aver trovato la formula giusta per poter essere più aderente alle nuove necessità. Ma per fare questo dobbiamo anche ricollocare e ridimensionare la figura dell’uomo Lion e della donna Lion. A mio avviso è importante che siano principalmente i soci a guidare le azioni di ogni distretto. Bisogna fare in modo che la leadership sia una struttura di persone capaci, formate e pronte a supportare quello che arriva dai soci. Oggi nei distretti probabilmente manca la capacità di comprendere che un distretto non è chi guida i club, ma il distretto è chi serve i club. Il distretto è una struttura che serve coloro che fanno servizio, ovvero i nostri club. E, proprio dai club, devono arrivare le azioni giuste per acquisire ulteriore credibilità».