
Da sinistra, Gudrun Yngvadottir – presidente internazionale 2018/2019; Patti Hill – presidente internazionale 2023/2024; Rossella Vitali, presidente del Consiglio dei governatori 2025/2026; Elena Appiani – prima direttrice internazionale 2021/2023
Giulietta Bascioni Brattini
La storia della presenza femminile nel Lions International è il risultato di un’evoluzione progressiva, maturata attraverso atti ufficiali e scelte istituzionali che hanno inciso in modo strutturale sulla vita dell’organizzazione. Non si tratta di un cambiamento improvviso, ma di un percorso scandito da tappe precise, che ha trasformato la partecipazione femminile da collaborazione organizzata a piena corresponsabilità.
Il primo passaggio risale al 1975, con l’avvio del programma Lioness. In un lionismo allora riservato ai soli uomini, venne prevista la possibilità di costituire sezioni femminili collegate ai club sponsor. Le Lioness partecipavano attivamente alla vita associativa e realizzavano service di rilievo, pur senza pieno diritto di elettorato attivo e passivo.
Quella fase rappresentò tuttavia un momento fondamentale. Le donne dimostrarono capacità organizzativa, concretezza operativa e forte spirito di servizio. I progetti promossi in autonomia o in collaborazione con i club sponsor evidenziarono competenze e sensibilità che arricchirono l’azione lionistica e prepararono il terreno a un passaggio più decisivo.
La svolta giunse nel luglio 1987, durante la 70a Convention Internazionale tenutasi a Taipei (Taiwan). In quella sede venne approvato l’emendamento all’Art. 3, sez. 8 dello Statuto Internazionale relativo all’ammissione nei Lions club, abolendo l’indicazione “di sesso maschile”.
La Convention di Taipei rappresenta una pietra miliare nella storia dell’organizzazione: da quel momento le donne furono ammesse in posizione di assoluta parità di diritti e doveri. I club Lioness vennero autorizzati a trasformarsi in Lions club seguendo la procedura prevista per i nuovi club oppure a continuare a operare come programma affiliato a un Lions club sponsor.
Sempre nel 1987 vennero costituiti in Italia i primi Lions club interamente femminili: il Lions club Genova La Superba (Distretto 108 IA) e il Lions club Termini Himera Cerere (Distretto 108 Y) in Sicilia.
Questi eventi segnarono un momento simbolico e concreto: dai 12 anni di esperienza del Programma Lioness – dal 1975 al 1987 – le donne passarono da una partecipazione organizzata ma limitata alla piena integrazione statutaria, assumendo un ruolo ufficiale e riconosciuto all’interno dell’organizzazione.
Negli anni successivi, la crescita non fu soltanto numerica. Fu soprattutto una crescita di responsabilità e di leadership. Sempre più donne sono state chiamate a ricoprire incarichi apicali: presidenti di club, officer distrettuali e multidistrettuali, governatrici, presidenti del Consiglio dei governatori come Rossella Vitali, direttori internazionali come Elena Appiani e membri di organismi decisionali di vertice. La loro leadership non costituisce un dato formale o simbolico, ma testimonia una trasformazione autentica e irreversibile nella struttura e nella cultura del lionismo.
Un passaggio di particolare valore simbolico si è avuto con l’elezione della Lion islandese Gudrun Yngvadottir alla presidenza internazionale: per la prima volta una donna assumeva la massima responsabilità dell’organizzazione mondiale. A distanza di pochi anni, l’elezione della canadese Patti Hill ha confermato la piena maturità di questo percorso.
In Italia e nel mondo, la partecipazione femminile ha seguito un analogo processo di consolidamento, con un numero crescente di donne chiamate a ricoprire incarichi di governo e di coordinamento. La presenza femminile nei ruoli decisionali rappresenta oggi una componente strutturale della vita associativa e contribuisce in modo significativo alla qualità e all’efficacia dei service.
Le tappe fondamentali – 1975 e 1987 – delineano con chiarezza la traiettoria di questo cammino. Non si è trattato soltanto di una modifica statutaria, ma di un’evoluzione culturale che ha ampliato l’orizzonte dell’organizzazione, rendendola più rappresentativa e completa.
Lions International non si è limitato ad accogliere le donne: si è trasformato attraverso il loro contributo. L’integrazione piena ha rafforzato la capacità di ascolto, la progettualità e l’incisività dell’azione sul territorio.
Il cammino delle donne nel mondo Lion è dunque una conquista di equità e insieme di qualità. Una crescita condivisa che continua nel segno della responsabilità comune.
Perché il significato più autentico del nostro motto – “We Serve” – trova la sua espressione più piena quando uomini e donne operano insieme, uniti dallo stesso ideale di servizio e dalla medesima dedizione al bene della comunità verso il futuro del lionismo.
Voci di leadership – Oltre il traguardo
«Sulla scia tracciata da Gudrun Yngvadottir, la prima donna a guidare i Lion nel mondo, anche la presidente internazionale Patti Hill ha sottolineato che questi primati non sono trofei da esporre, ma porte aperte: ‘Essere tra le prime non è un traguardo, è un inizio…’»
«Il servizio non ha genere. Ma la nostra associazione è più forte quando un mix diversificato di esperienze contribuisce alle idee che ci rendono grandi. Abbiamo ancora un intero orizzonte di potenziale femminile da accogliere».
— Gudrun Yngvadottir, prima presidente internazionale donna
«La parità non è una concessione, è una necessità strategica. Il futuro del lionismo dipende dalla nostra capacità di riflettere il mondo che serviamo»
— Dal Manifesto Mission 1.5
«In un mondo dove le donne rappresentano il 52% della popolazione e una percentuale sempre crescente di leader negli affari, nella politica e nella comunità, noi Lion dobbiamo fare di più».
— Past presidente internazionale Tae Sup Lee