Il respiro tra emozioni e benessere 

Il respiro tra emozioni e benessere 

Antonio Dezio

Ogni giorno respiriamo circa 20.000 volte: un atto che facciamo senza rendercene conto, in modo automatico. Il respiro nella filosofia greca era il principio vitale, la materializzazione dell’anima nel corpo, l’elemento che unisce l’uomo alla natura ed è alla base del nostro benessere fisico e mentale.

Come funziona il respiro

Nell’uomo la respirazione è regolata da un sistema integrato di processi chimici, nervosi, muscolari e meccanici che hanno il compito di mantenere i livelli di concentrazione della pressione parziale dell’ossigeno e dell’anidride carbonica e il livello di acidità e basicità nel sangue arterioso. Sono parametri che ovviamente possono variare durante momenti differenti della vita (sonno, esercizio fisico, ecc.) o in caso di particolari patologie respiratorie.

Il controllo della respirazione è un processo complesso che integra meccanismi automatici e volontari per adattare la ventilazione alle esigenze particolari, quali parlare, cantare, gridare, ridere, ecc.; i circuiti nervosi ricevono informazioni afferenti e inviano segnali efferenti. La respirazione è l’unica funzione vitale a essere allo stesso tempo volontaria e involontaria, un tramite tra sistema nervoso autonomo e sistema nervoso centrale.

La respirazione inizia con un atto inspiratorio che produce un’espansione dei polmoni e tale processo avviene attraverso due meccanismi: attraverso l’espansione della cassa toracica con il sollevamento delle costole o con l’attivazione del diaframma.

Il respiro diaframmatico

La respirazione corretta è di tipo diaframmatico; il diaframma è il principale muscolo respiratorio che, per mezzo della sua struttura a cupola, separa la parte superiore e quella inferiore del nostro corpo. Purtroppo, la respirazione, in particolare tra le donne, avviene prevalentemente tramite l’espansione del torace e una limitata attivazione del diaframma, e ciò comporta atti respiratori più frequenti e superficiali.

La respirazione diaframmatica o addominale si basa su un’inspirazione profonda, che crea una depressione nella gabbia toracica: l’addome si gonfia, i polmoni si dilatano e l’aria penetra in profondità. Durante tale manovra è importante mantenere ferma il più possibile la gabbia toracica. Nell’espirazione il diaframma sale e crea un aumento di pressione nella gabbia toracica che tende a svuotare i polmoni.

La respirazione diaframmatica favorisce il benessere psicofisico, migliora la funzionalità polmonare in pazienti affetti da asma o da broncopneumopatia cronica ostruttiva, stimola il vago favorendo uno stato di calma, migliora l’ossigenazione del sangue, la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. È un metodo respiratorio a cui tutti possiamo allenarci: sdraiati supini, poggiando una mano sull’addome in modo da percepire il respiro e il movimento addominale, si mitigano i livelli di stress riducendo i livelli del cortisolo (ormone dello stress) e innescando uno stato di benessere psichico. È un esercizio dunque che, se ripetuto 5-10 minuti al giorno, può migliorare la performance del nostro sistema nervoso autonomo.

La respirazione diaframmatica è da sempre alla base di pratiche di meditazione e preghiera e rappresenta il nucleo centrale dello yoga. Nel 2014 è stata pubblicata una metanalisi sulla “European Journal of Preventive Cardiology”, i cui risultati hanno indicato che la pratica yoga è associata a una riduzione significativa della pressione arteriosa, sia la massima che la minima, un abbassamento del livello del colesterolo totale e di quello Ldl, della frequenza cardiaca e dell’indice di massa corporea.

Respiro ed emozioni:

come regolarle

Respirare bene migliora la concentrazione, riduce poi l’infiammazione, favorisce il sonno, aiuta a controllare le emozioni e lo stress.

Ogni emozione ha un suo ritmo respiratorio: se siamo felici il respiro è ampio e fluido, se abbiamo paura si blocca, se siamo stressati diventa frequente e superficiale, se siamo tristi è rallentato. Questo meccanismo funziona anche al contrario e, modulando il respiro, possiamo influenzare lo stato emotivo. Nelle situazioni d’ansia o rabbia fare un respiro profondo è uno strumento di autoregolazione emotiva attraverso un’azione diretta sull’amigdala, una struttura cerebrale che gestisce le reazioni emotive.

La corretta funzionalità nasale

Un importante elemento, premessa di una buona respirazione, è la corretta funzionalità nasale. Se il naso è ostruito per deviazioni anatomiche, sinusiti, riniti allergiche, interviene la respirazione orale, un’alternativa che turba il sonno, favorisce le infezioni respiratorie, compromette l’equilibrio delicato del sistema nervoso autonomo e amplifica lo stress.

Il naso è un depuratore e un filtro di alta precisione, impegnato a umidificare e riscaldare l’aria grazie alla sua struttura interna, caratterizzata da tre protuberanze ossee (i turbinati) avvolti da una mucosa riccamente vascolarizzata, armata da robusti peli (vibrisse) che hanno la funzione di bloccare le particelle estranee più grossolane, coperta di muco che intrappola e blocca germi e corpuscoli vari e che contiene immunoglobuline A. Sono presenti anche le ciglia, peli mobili responsabili della filtrazione e dell’intrappolamento di particelle estranee.

La corretta funzionalità nasale è fondamentale per la salute respiratoria. In conclusione, mantenere un flusso d’aria ininterrotto attraverso le narici offre numerosi benefici fisiologici rispetto alla respirazione orale.