Fidarsi è bene, ma verificare è meglio

Fidarsi è bene, ma verificare è meglio

Riccardo Tacconi

In un mondo in cui le informazioni, indipendentemente dalla loro veridicità, circolano a una velocità tale da trasformare la percezione collettiva in pochi istanti, diventa essenziale ricordare che il valore di ciò che condividiamo non risiede solo nel fatto che sia vero, ma anche nella sua capacità di generare dialogo.

Nella nostra società, caratterizzata da una possibilità di accesso alle informazioni che non ha precedenti, la qualità e la correttezza delle notizie rivestono un ruolo centrale nel favorire la comprensione tra le persone.

Purtroppo, la circolazione di “fake”, o comunque di notizie manipolate o distorte, contribuisce ad acuire le divisioni, alimentando polarizzazioni e fenomeni di odio, eventi che oggi si riscontrano soprattutto nel contesto digitale. Per questo motivo, la promozione di un’informazione trasparente e rispettosa diventa un elemento imprescindibile per ricostruire la fiducia reciproca e rinsaldare i legami all’interno della collettività, dove la possibilità di accedere a fonti affidabili permette la formazione di opinioni consapevoli e l’instaurarsi di dialoghi costruttivi, anche tra chi ha punti di vista diversi.

Riscriviamo e adottiamo allora il vecchio adagio che suona “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio” in un più attuale “fidarsi è bene, ma verificare è meglio”, sottolineando che il valore della prudenza è essenziale per costruire relazioni, con un approccio che evidenzi l’importanza della consapevolezza durante la fruizione e la diffusione della notizia.

Se noi Lion vogliamo essere leader, ricordiamoci che la leadership non si basa sul possesso del potere, ma sulla coerenza tra valori dichiarati e azioni concrete, perché sono solo i leader capaci di agire secondo i principi che professano a ispirare fiducia e a generare effetti positivi. Non dimentichiamo la massima dei nostri vecchi che recita “le parole insegnano, gli esempi trascinano”, perché siamo noi Lion che dobbiamo contribuire, attraverso il nostro comportamento etico, a rafforzare la reputazione e i valori delle collettività di cui facciamo parte, con azioni oneste, rispettose e con il corretto spirito di servizio. Ma non dimentichiamo: essere testimoni credibili significa impegno quotidiano, attraverso gesti e parole, per testimoniare ambienti inclusivi e rispettosi.

Vivendo in un’epoca in cui la facilità di accesso alle informazioni è senza precedenti, dobbiamo essere consapevoli che questa abbondanza non sempre corrisponde a una migliore comprensione reciproca: è solo l’informazione corretta che svolge il ruolo di ricucitura del tessuto sociale. Quando i cittadini hanno accesso a fonti affidabili, essi sono messi nelle condizioni di maturare opinioni consapevoli e di dialogare costruttivamente anche con chi la pensa diversamente; da qui la responsabilità di ciascuno è duplice: da un lato selezionare e verificare le fonti, dall’altro evitare di cadere nella trappola della condivisione impulsiva di contenuti dannosi o divisivi.

E noi Lion, con i nostri service d’opinione, possiamo fare e dare molto: le nostre attività di servizio, opportunamente mirate, permettono, attraverso la credibilità di chi guida, sia all’interno dei club sia nella società civile, di generare effetti a cascata di elevata positività. Ecco allora che ogni Lion diviene, a tutti gli effetti, un ambasciatore di credibilità, perché il suo comportamento etico non resta confinato alla sfera personale, ma si riflette sull’immagine e sulla reputazione dell’intera organizzazione: agire con onestà, rispetto e spirito di servizio contribuisce a consolidare la fiducia ed essere testimoni credibili significa anche saper contrastare, con l’esempio e con le parole, fenomeni di odio e di discriminazione.

In sintesi, riconosciamo che ricostruire i ponti e ricucire il tessuto sociale richiede il contributo di tutti: dalla diffusione di informazioni corrette al ruolo guida di leader coerenti, fino all’impegno quotidiano di ciascuno.

Solo così sarà possibile creare dialogo autentico, dove la diversità diventa ricchezza e non motivo di scontro.