Motivazione e lavoro in team

Motivazione e lavoro in team

I risultati dei sondaggi fatti sui soci rilevano che i principali fattori che influenzano negativamente la motivazione sono la ancanza di comunicazione di obiettivi chiari, la leadership scadente e la scarsa pianificazione. In questo contesto ognuno di noi, socio attivo, ha una funzione di leadership per il suo gruppo di riferimento.
La motivazione è legata ad un rinnovamento delle modalità di coinvolgimento dei soci e dal rinnovamento dei progetti operativi. La motivazione si compone di due elementi: desiderio e azione.
Entrambi devono essere presenti ed entrambi devono spingerci a far accadere qualcosa.
La motivazione non dipende dagli altri, ma proviene dal nostro interno, è un processo che avvia, guida e mantiene dei comportamenti specifici. Le altre persone potranno contribuire a rafforzarla e a farla emergere, ma siamo noi stessi a decidere se compiere o meno determinate azioni o comportamenti per una causa particolare.
Questa premessa ci aiuta a comprendere quanto sia determinante fare la nostra parte per mantenere attiva la motivazione in ambito associativo, sia per noi stessi che per gli altri.
La spinta al servizio e all’appartenenza ci viene perché condividiamo i valori guida del Lions International e ognuno di noi può essere modello per gli altri.
Abbiamo molte strade per compiere azioni di servizio, ma un’unica visione orientata a “fare bene il bene” per essere leader mondiali nel servizio comunitario e umanitario.
Il ruolo dei Lions, lo abbiamo detto più volte, può essere strategico in questo momento di grande difficoltà. Oggi troppo spesso troviamo soci demotivati, poco propensi al servizio, molto più interessati a “trovare la pagliuzza nell’occhio dell’altro che il tronco che c’è nel proprio occhio”.
La visione che il Lions International ci propone è aperta e guarda lontano: ogni socio ha accesso al Centro di Formazione online sempre aggiornato e disponibile; sono stati individuati diversi modelli di affiliazione per dare a tutti la possibilità di trovare la modalità associativa più in linea con le proprie aspettative e i propri tempi; si è arricchita l’esperienza dei nuovi soci attraverso incontri specifici e materiali di accoglienza studiati ad hoc per far sentire subito tutti “dentro la squadra”.
Cosa dunque allontana e non avvicina i soci? Quali sono i motivi per cui siamo poco propensi ad accettare le diversità? È necessario facilitare il cambiamento degli atteggiamenti dei soci nei club, per molti ormai consolidati, ma attraverso una buona leadership di club si può rinnovare lo spirito di appartenenza e la voglia di dare il proprio contributo attivo di servizio a favore degli altri.
Riconosciamo quello che ognuno di noi ha da offrire e facciamo sì che quanti vogliono dedicarsi a fare la differenza nelle nostre comunità abbiano la possibilità di servire come Lions. Dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort, pensare fuori dagli schemi, invitare soci di età diverse con caratteristiche differenti e incorporare nuove idee.
La leadership di club, di distretto, di multidistretto deve essere al servizio dei soci per facilitare quel naturale scambio di idee ed esperienze e dare a tutti la possibilità di crescere e coltivare la propria motivazione al servizio.
Maggiore attenzione per i soci che già ci sono, crescita e sviluppo di nuovi soci e di nuovi club cogliendo i bisogni che ci sono e miglioramento delle strategie per accrescere l’esperienza dei soci sono sicuramente le strade da battere.
Ognuno di noi può guidare il cambiamento, sicuramente gli altri ci seguiranno. Ognuno può fare la differenza nel “Saper fare e nel Saper essere”. Con Cuore, Testa e Mano.
Elena Appiani
Direttore Internazionale