Verso il Boom! 1950 – 1962 al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso

Verso il Boom! 1950 – 1962 al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso

La mostra conclude il ciclo delle Illustri persuasioni e ci introduce – anticipa il direttore del Polo Museale Veneto, Daniele Ferrara – ai meandri più sorprendenti e meno conosciuti della Collezione Salce proponendone le creazioni più recenti: quelle che, dal secondo dopoguerra fino al 1962 – anno estremo tanto dell’attività collezionistica quanto della vita di Nando Salce – raccontano lo straordinario momento storico della ricostruzione e della ripresa produttiva e preludono al vero boom economico e demografico che si configurò negli anni successivi”. “Passata la guerra, un incontenibile entusiasmo progettuale si diffonde capillarmente nel Paese”, scrive Marta Mazza, la curatrice della mostra e direttore del Museo Nazionale Collezione Salce. “E la pubblicità riflette e anticipa, sottolinea, enfatizza questo sentimento, vivendo un momento di straordinaria effervescenza”.
“Autori già maturi e specializzati da tempo nella grafica illustrata, reiterano con caparbietà i fasti del cartellonismo delle origini – è il caso di Dudovich, di Boccasile, di Edel – o ne rinnovano radicalmente i modi – Carboni, Nizzoli – beneficiando di spunti progettuali desunti da una consapevolezza professionale decisamente più complessa, esercitata nell’ambito di strategie comunicative che inseriscono il manifesto – nemmeno più così indispensabile – in promozioni pubblicitarie ad ampio spettro che il prodotto lo imballano, lo etichettano, lo animano. Giovani geni venuti dal nord – lo svizzero Huber, l’olandese Noorda, il tedesco Engelmann – intercettano a Milano i fermenti generativi del migliore design e della più emancipata cultura d’impresa, disegnando immagini così perfettamente attuali da essere oggi, a settant’anni di distanza, vive e storiche al contempo. Ma infine, nel generale innamoramento per l’America – da cui arrivano bevande, detersivi e agenzie pubblicitarie, minime avanguardie tangibili di quello che resta un sogno ancora lontano – spicca il caso tutto italiano di Armando Testa: ispirato dai precorrimenti di Federico Seneca e alimentato da una grande cultura pittorica, si rivelerà a lungo capace di ineguagliati traguardi di sintesi e di efficacia comunicativa”.
Alla mostra storica, il Museo Salce eccezionalmente affianca una ulteriore esposizione collegata a Treviso Comic Book Festival 2018.


Si tratta della monografica di Riccardo Guasco intitolata “Punt e a capo, Manifesti Sostenibili 100% Bio”, curata da Nicola Ferrarese.
Guasco è tra gli artisti contemporanei che meglio interpretano “il manifesto illustrato” e per questo suo confronto con i grandi del cartellonismo e della comunicazione gli Anni del Boom ha scelto di proporre 8 suoi manifesti inediti, realizzati per l’occasione, sul tema della sostenibilità ambientale. Riccardo Guasco ridisegna uno stravolgimento parallelo a quello che, dagli anni ’50 in poi, i nuovi prodotti di consumo portarono nella vita degli italiani, svelandoci le pubblicità di nuovi e miracolosi prodotti immaginari, tutti rigorosamente sostenibili, tutti assolutamente bio. Dai sacchetti ecologici alle automobili “autoricaricanti”, dal ristorante a impatto zero ai prodotti di cosmesi non testati su animali, dall’allevamento delle api da balcone alla casa intelligente.

Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce
Fino al 17 Marzo 2019
Info > www.collezionesalce.beniculturali.it

Armando Testa, Simmenthal è tutta carne scelta!, 1955-1960
Paolo Federico Garretto, La nuova Lambretta, 1950-1955
Armando Testa, Patatine fritte Pai, 1959-1960
Pesa (Gino Pesavento), Frizzina, 1950-1960
Riccardo Guasco: Punt e a capo