TEMA E SERVICE NAZIONALI   Bullismo & cyberbullismo 2019-2020

TEMA E SERVICE NAZIONALI Bullismo & cyberbullismo 2019-2020

Dal congresso di Montecatini ad oggi non è passato molto tempo. Eppure Covid-19 da tre mesi lo ha sepolto nel viale dei ricordi. Sicurezza informatica e bullismo, argomenti di rilevanza nazionali scelti dai delegati nel maggio scorso, hanno perso l’utenza primaria di riferimento. Le scuole sono chiuse, gli insegnanti lavorano da casa, i giovani sono disorientati, la “rete” è sempre più inaffidabile, tanto da costringere la Rai a creare una struttura anti fake news. Ci stiamo accorgendo che il presente è franato e che sta iniziando un futuro che ci è ignoto. Quale potrebbe essere oggi il percorso evolutivo del tema e del service nazionali votati a Montecatini? Di Franco Rasi

Ph. Linus Schütz / da Pixabay

2 domande al Governatore del Distretto 108 Tb Maria Giovanna Gibertoni, Delegato al Tema di Studio nazionale: “Un calcio al bullismo”.

Bullismo e cyberbullismo sono il passato e il futuro di una problematica ricca di azioni violente e intimidatorie nei confronti dei più fragili. Quali le politiche di intervento?
Ci troviamo di fronte a un fenomeno che, da anni, si manifesta sempre più con maggior violenza tanto da segnare, a volte, in modo indelebile l’animo delle persone più fragili, in alcuni casi portandole ad atti estremi. Nel tempo il bullo è diventato sempre più aggressivo aiutato dall’evoluzione della tecnologia, tanto che si è reso necessario mutare le azioni di contrasto mettendo a punto nuove modalità di supporto a favore di chi veste il ruolo di vittima. Gli atti di bullismo e di cyberbullismo sono una conseguenza di una mancata accettazione della diversità, che non viene intesa come una possibilità di crescita culturale e che si manifesta pesantemente come un’intolleranza nei confronti di chi è diverso per religione, orientamento sessuale, caratteristiche psico-fisiche, identità di genere, etnia. È necessario mettere in campo azioni mirate coinvolgendo sempre più le istituzioni scolastiche, le famiglie, che a volte tendono a delegare istituzioni terze, ma anche il coinvolgimento dei compagni di classe più sensibili.
Già da tempo, come Lions, ci siamo mossi con azioni di sensibilizzazione, attraverso incontri con i ragazzi delle scuole, con genitori e insegnanti. Quest’anno purtroppo, la pandemia in corso, ha bruscamente interrotto una programmazione fatta a livello nazionale tanto che, tra le altre cose, erano previsti tre convegni di sensibilizzazione, a Nola (NA), Tortona (AL) e Cortona (AR), ma solo quello di Nola ha avuto il suo corso, riscontrando un notevole successo. Allo stesso modo hanno subito un fermo diverse manifestazioni sportive nate proprio nell’ottica di educare e responsabilizzare i ragazzi attraverso attività che li avrebbero visti uniti e coscienti del valore della collettività.
Quali azioni il Multidistretto vuole porre in essere per contrastare il cyberbullismo, fenomeno che sembra in forte espansione sui social network?
L’attuale situazione sanitaria ha temporaneamente diminuito gli atti di bullismo perpetrati attraverso il contatto fisico tra le persone ma, allo stesso tempo, ha favorito il cyberbullismo. La tecnologia, che certamente non va demonizzata, aiuta tantissimo il bullo e gli consente di infiltrarsi ovunque, senza inibizioni, dandogli la possibilità di colpire ancor di più che nella vita reale.
Il momento corrente, seppure nella sua incertezza, ci impone una valutazione attenta sulle procedure da adottare per conformarle alle variabili alle quali potremmo andare incontro, in modo che possano mantenere una loro efficacia, quindi metodologie riviste, che dovranno tener conto dei mutamenti che subiranno i nostri stili di vita.
Scuola e famiglia dovranno rimanere determinanti nel diffondere un atteggiamento mentale e culturale che porti all’accettazione e alla consapevolezza dell’altro e noi come Lions potremo continuare nella nostra azione di supporto, mettendo a disposizione le nostre professionalità, attraverso incontri di sensibilizzazione, attraverso sportelli d’ascolto dedicati ai ragazzi e alle famiglie, sia dei bulli che delle vittime. L’esperienza che abbiamo acquisito non deve andare perduta, ma posta al servizio della comunità.

3 domande al Governatore del Distretto 108 Ib2 Filippo Manelli, Delegato al Service nazionale: “INTERconNETtiamoci…ma con la testa”.

Tanti i risultati raggiunti a tutt’oggi e molti i service conclusi nei Distretti. C’è qualche evento che vuoi ricordare e cosa ti rende più soddisfatto?
Sono state tantissime le conferenze di INTERconNETtiamoci in tutta Italia: al momento dello stop imposto dall’emergenza coronavirus erano 120, svolte in quasi tutti i Distretti italiani. E che hanno permesso di raggiungere quasi 12.000 ragazzi e oltre 2.500 adulti. Questo è il motivo di maggiore soddisfazione e che premia l’impegno di tante persone in tutto il Multidistretto. Oltretutto, altre 60 conferenze erano già state calendarizzate e sono state purtroppo rimandate. È chiaro che, in questo enorme fermento di attività, è difficile scegliere un evento piuttosto che un altro, anche se devo riconoscere che molti Lions Club hanno creato intorno ad INTERconNETtiamoci dei veri e propri eventi sociali che hanno catalizzato l’attenzione di intere comunità. Solo un rimpianto: avevamo pianificato anche un evento nazionale dedicato al Service, che sarebbe stato l’occasione per riunire tutti quelli che, ad ogni livello, hanno permesso ad “INTERconNETtiamoci… ma con la testa!” di raggiungere i numeri ai quali abbiamo accennato. Anche quello, purtroppo, è saltato, ma sono convinto che avremo in futuro l’occasione di riprogrammare l’evento e di festeggiare insieme i risultati raggiunti.
Le scuole sono chiuse e l’anno scolastico è considerato terminato, ma l’attività didattica in molte regioni continua sulla “rete”, anche se con molta difficoltà. Quali strumenti possono essere usati per intervenire con efficacia a sostegno e protezione dei più giovani?
L’emergenza coronavirus ha confermato ancora una volta quello che diciamo da tempo ai ragazzi di tutta Italia: non dobbiamo demonizzare Internet, ma imparare ad utilizzarlo “con la testa!”. Purtroppo, non esistono programmi o App buoni o cattivi: tutto dipende dall’uso che se ne fa, dalla consapevolezza di quello che può accadere durante la navigazione e dalla conoscenza di come reagire in casi particolari. I ragazzi, oggi più che mai, passano molte ore davanti allo schermo di un PC o di uno smartphone e non sempre sono affiancati da un adulto che li possa guidare: devono quindi essere a conoscenza di tutto quello che può succedere e quindi essere pronti a reagire nel modo adeguato.
L’uso di Internet ha conosciuto un incremento esponenziale, favorito dall’obbligo di stare in casa per combattere l’infezione. Anche i bimbi delle elementari hanno il loro PC. Come i social trasformeranno, dopo questa terribile pandemia, la società e quale sarà la funzione del LCI?
La pandemia ci ha “costretto” a rivalutare la Rete e gli strumenti ad essa associati. Eravamo preoccupati del troppo tempo passato sui social dai nostri ragazzi ed ora sono proprio i social a permetterci di rimanere in contatto, addirittura a vederci a centinaia se non migliaia di km di distanza; eravamo preoccupati della privacy ed ora affidiamo tutti i nostri dati alle App che ci permettono di muoversi più sicuri sul territorio. C’è stata, in conclusione, una riscoperta delle potenzialità di Internet in generale e dei social in particolare. Mai come oggi è quindi evidente l’importanza e l’attualità del nostro Service, che stiamo portando avanti con impegno e perseveranza da quasi 7 anni e che diventa ancora più indispensabile. Il nostro ruolo, quindi, non cambia: dobbiamo infatti continuare ad insegnare a grandi e piccoli ad INTERconNETterci… ma con la testa! Perché la rete non ci deve intrappolare come pesci, ma connettere come neuroni.