Tema di Studio Nazionale 2019-2020  Un calcio al bullismo

Tema di Studio Nazionale 2019-2020 Un calcio al bullismo

Tra le diverse proposte, “Un calcio al Bullismo” è stato il tema di studio nazionale, per l’anno 2019-2020, che ha colto i maggiori favori al Congresso multidistrettuale di Montecatini. Tema di grande spessore, riferito a una problematica preoccupante e attuale, che può essere identificata come una nuova forma di devianza, che ha preso forza nel mondo giovanile e che tende a colpire individui fragili, che non hanno la forza/capacità di difendersi. Di Maria Giovanna Gibertoni *
Bullismo, un tipo d’azione che mira a fare del male o a danneggiare, che persiste nel corso del tempo e della quale è difficile difendersi per coloro che ne sono vittime. Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori c’è un abuso di potere e un desiderio d’intimorire e dominare (Sharp, Smith, 1994).
Sono tristemente noti i numerosi episodi di bullismo che spesso la cronaca ci segnala; soprusi, umiliazioni, atteggiamenti nei confronti degli insegnanti, offese messe in atto e riprese dai cellulari per essere poi diffuse nel “gruppo” o postate in rete. Siamo d’innanzi a un fenomeno che diventa sempre più complesso a causa delle sue molteplici forme, che tendono a svilupparsi grazie anche a una tecnologia sempre più avanzata e a un modello di società mutato. Le diverse manifestazioni avvengono tramite vessazioni fisiche, verbali, ma anche indirette, che vanno a colpire la sfera intima e psicologica della vittima e questa è certamente la situazione più complessa da individuare, essendo una violenza molto sottile che, più facilmente delle altre, può condurre all’isolamento sociale, fino, nei casi più gravi, portare a conseguenze estreme.


Purtroppo è la scuola, il contesto dove prevalentemente si manifesta questo fenomeno, proprio uno dei luoghi deputati alla formazione e alla crescita dei nostri giovani. Certo non è cosa semplice, ma famiglia e scuola devono rappresentare un corpo unico, anche se ciascuno nel proprio ruolo; spesso le famiglie, complice il mutamento di stili di vita, delegano alle istituzioni e alle scuole il compito di trasmettere valori per una corretta crescita. Il ruolo genitoriale, però, non può essere in alcun modo sostituito, così come la scuola deve rappresentare una realtà educativa, che deve agire in modo efficace e in collaborazione con la famiglia nel creare corretti modelli di comportamento.
Combattere il bullismo e il cyber-bullismo significa investire per il presente e per il futuro dei giovani: questo è l’impegno che ognuno deve assumersi nel proprio ruolo per prevenire e contrastare episodi legati a questi deplorevoli fenomeni e favorire un contesto sociale senza discriminazioni e ostilità.
È una nostra precisa responsabilità, nel rispetto dei valori del nostro essere Lions, dare un contributo per contrastare un fenomeno che non va sottovalutato, diffondendone la conoscenza attraverso workshop, con il coinvolgimento dell’apparato scolastico, delle famiglie e degli stessi giovani (sia vittime che bulli); incontri mirati, supportati da figure professionali preparate come psicologi, sociologi, avvocati. Tra l’altro, non mancano di certo queste professionalità all’interno della nostra Associazione!
Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”. Prevenire il bullismo e il cyberbullismo significa quindi promuovere la buona salute!
*Governatore del Distretto 108 Tb e delegato dal Consiglio dei Governatori al “Tema di studio nazionale”.