Rivivere l’antico, costruire il moderno. Andrea Mantegna a Torino

Rivivere l’antico, costruire il moderno. Andrea Mantegna a Torino

Di Andrea Mantegna, studioso del Classicismo, sono state allestite poche e memorabili mostre, a cominciare da quella del 1961 a Mantova e, tra altre nel cinquecentenario, quella del 2016. Ora Torino, con coraggio, sostenuto dalla competenza e bravura di Sandrina Bandera e altri studiosi, ha organizzato un’esposizione di opere del Maestro insieme a capolavori di altri protagonisti del Rinascimento. Mantegna, di umilissime origini, ma di profonda intelligenza, studiò la prospettiva di Piero della Francesca, e abbassando la visione dei soggetti creò un senso di maggiore arditezza di sfondo e di monumentalità avvicinando la scultura alla pittura.
L’attrattiva di questa mostra è data dalla varietà delle opere scelte che, infatti, coinvolgono tutti gli aspetti della complessa arte di Mantegna e della sua cerchia culturale. Allievo di Squarcione, egli si distinse per la perfetta impaginazione spaziale e per il gusto del tratto ben profilato nella pittura, oltre che nel disegno, nell’incisione e nell’architettura. L’esposizione, articolata in sei sezioni, illustra inoltre alcuni suoi temi poco conosciuti come il rapporto, lui padovano, con Mantova, dove fu nominato “artista di corte” dai Gonzaga, e poi con l’architettura e con i letterati. Nell’ambiente cortigiano, di fatto, Mantegna, fu molto stimato da grandi umanisti come Ludovico Ariosto e Baldassarre Castiglione che nel suo libro “Il Cortegiano” lo ricordò per grandezza al pari di Giorgione, Raffaello, Michelangelo e Leonardo. Conoscitore delle opere padovane di Donatello, della scultura antica, dei lavori di Jacopo e Giovanni Bellini e delle modernità fiorentine e fiamminghe raggiunse un originale realismo nella resa della figura umana bilancianciando il colore e l’illusione ottica della prospettiva, davvero sorprendente per i tempi. La mostra evidenzia, inoltre, come a Mantegna (1431 – 1506) in sessant’anni di attività fu riconosciuta già in vita la capacità artistica e la perizia nel dare forma anche ai valori morali ed estetici degli Umanisti.

Sorprendente a Palazzo Madama quindi l’exursus di opere, a partire dal grande affresco della Cappella Ovetari, sopravvissuto al bombardamento della seconda guerra mondiale, e la lunetta con Sant’Antonio e San Bernardino, provenienti dal Museo Antoniano di Padova.
Sono inoltre esposte opere importanti di artisti contemporanei che ebbero rapporti con Mantegna, quindi: Donatello, Antonello da Messina, Pisanello, Paolo Uccello, Giovanni Bellini, Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Bonacolsi detto l’Antico e Correggio. Si sussegguono così centotrenta tra sculture antiche e moderne, dettagli architettonici, bronzetti, medaglie, lettere autografe e preziosi volumi antichi a stampa e miniati.li straordinari dipinti di Mantegna “San Giorgio”, i Ritratti, tra cui quello del cardinale Ludovico Trevisan, “La resurrezione di Cristo”, le Madonne con bambino, tra cui “Vergine col Bambino e Santi” dal Musée André di Parigi, pieno di tenerezza e mitezza nel suo effetto illusionistico, “Presentazione al tempio”, da Berlino, in cui trasfigura la sua famiglia nella Sacra Famiglia, sono di grande resa materica nei tessuti e nel colore del cielo col movimento delle nuvole, influenzato dalla pittura veneta del cognato Giovanni Bellini.
Poi ci sono i disegni, le incisioni, le lettere autografe che si snodano accanto alla enorme “Testa di cavallo” di Donatello e ai magnifici dipinti di Antonello da Messina, Paolo Uccello, Giovanni e Jacopo Bellini e Correggio.
Le opere di Mantegna testimoniano la sintesi originale della sua profonda formazione artistica tramandando, degli antichi greci e latini, l’Etica, l’educazione e il modello per l’”arte moderna”. Preziosi per la mostra sono stati i prestiti internazionali dai Musei tra cui il Victoria and Albert Museum, la National Gallery di Londra, il Louvre e il Met di New York, gli Uffizi, Gallerie dell’Accademia di Venezia, Capodimonte di Napoli, Galleria Sabauda di Torino, e, tra altri, la Basilica di Sant’Andrea di Mantova dove Mantegna è sepolto. Molti gli studiosi del comitato scientifico anche se per utilità si citano solo i tre curatori Sandrina Bandera, Howard Burns e Vincenzo Farinella.

La mostra, promossa dalla Fondazione Torino Musei e da Intesa Sanpaolo, è organizzata da Civita Mostre e Musei. Il ricco catalogo è pubblicato da Marsilio Editori. I testi e le audioguide, incluse nel biglietto, sono disponibili in italiano, inglese e francese. Il percorso della mostra è accompagnato da proiezione multimediale sulla vita, sui luoghi e per le opere di Mantegna, inamovibili, come ad esempio: la Camera degli Sposi di Mantova, il ciclo dei Trionfi di Cesare a Londra, lo “Studiolo di Isabella d’Este”, amante della poesia, musica e arte, unica nobildonna ad avere un ambiente di studio tutto suo, oggi al Louvre, e l’eccelso “Polittico di San Zeno” a Verona, altro capolavoro insieme al “Cristo” di Brera a Milano, dallo scorcio ardito.
Con passione Sandrina Bandera si è augurata che la mostra “attiri molte persone” le quali uscendo da Palazzo Madama portino “la felicità nel cuore”. E in effetti, il vivo coinvolgimento emotivo non manca oltre che per i capolavori esposti anche per le magnifiche sale di Palazzo Madama, dichiarato patrimonio mondiale dall’Unesco, col grandioso progetto dell’ingresso scenografico e della facciata ad opera dell’“architetto di corte” Filippo Juvarra. Da vedere.
Anna Maria Di Paolo

Andrea Mantegna. Rivivere l’antico, costruire il moderno”
Torino. Palazzo Madama, Piazza Castello, fino al 4 maggio 2020.
Nel fine settimana apertura fino alle 21. Sconti con carta “Abbonamento Musei” di Piemonte e Lombardia.
Info, orari e biglietti https://www.palazzomadamatorino.it/