Picasso Metamorfosi a Palazzo Reale di Milano

Picasso Metamorfosi a Palazzo Reale di Milano

Per la mostra sull’attività artistica multiforme di Picasso – promossa e prodotta da Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e MondoMostreSkira – si è scelto un tema molto caro all’artista spagnolo: la mitologia e l’arte antica le quali ebbero profonda influenza sulla sua poetica per tutta la vita. Da qui il soggetto “Picasso Metamorfosi”: ispirazione esasperata dell’Artista di Malaga a quei temi di cui reimmaginava e rimodernava il vigore classico. L’originalità della rassegna si appunta così sul confronto di circa 120 sue opere con 80 modelli greci, romani ed etruschi, studiati non soltanto al Louvre, ma anche nei suoi viaggi a Roma, Napoli e Pompei, oltre che con lavori di Auguste Rodin e di Ingres sullo stesso argomento ed esposti nella prima sezione: la Mitologia del Bacio: confronto di opere di Ingres, Rodin, Picasso.
L’esposizione si colloca sull’ampia programmazione di tre anni del Musée Picasso di Parigi su “Picasso Méditerranée” con mostre già aperte a Napoli, a Roma, a Genova e a Lugano.
Curata da Pascale Picard, direttrice dei Musei civici di Avignone, il progetto annovera opere del Louvre, del Museo Nationale Picasso, del Musée de l’Orangerie, del Centre Pompidou di Parigi, dei Musei Vaticani e, tra altri, del: Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Musée Picasso di Antibes, Musée des BeauxArts di Lione e Museu Picasso di Barcellona.
Il percorso, dunque, ispirato a spirito scientifico e culturale, si snoda in sei sezioni con: Alla Fonte dell’Antico – Il Louvre; Le “Demoiselles” del Dyplon: tra greci, etruschi e iberici; L’antichità delle metamorfosi e Antropologia dell’antico, in un composito e articolato iter.
Milano ama Picasso: nella Sala delle Cariatidi nel 1953 espose Guernica – opera ora inamovibile dal Museo Reina Sofia di Madrid – poi, nel 2001, allestì una memorabile antologica, quattro giorni dopo gli attentati alle Twin Towers, organizzata con la collaborazione degli eredi dell’artista; nel 2012 si ricorda l’antologica sulla sua vasta produzione ed ora l’ approfondimento tematico sulle “Metamorfosi” con 200 opere.
Il bacio di Rodin e Paolo e Francesca di Ingres sono messi, dunque, a confronto con le varianti de Il bacio di Picasso, nelle versioni del 1925 e del 1969; bacio come essenziale espressione erotica che Picasso rappresentò in varie e diverse versioni con marcato segno erotico.


Insistito, di conseguenza, è il “mito di Arianna”, a rappresentare la bellezza, l’armonia, l’erotismo, ma anche la sua sovversione “nell’idea di una rinascita perpetua e ciclica”. Qui l’amante di Teseo è tra Minotauro e Fauno. Nel mostro metà uomo e metà toro, emblema di istinto bruto che non ha morale, Picasso si identifica come il suo “doppio” razionale-istintivo.
I suoi fauni, “Testa di fauno” del 1938, e i suoi minotauri vegliano le donne addormentate, “cercando di leggerne i pensieri, e scoprire se lo amano perché è un mostro”. Ma è veglia o tentazione di ucciderle? Eterna lotta, dunque, tra gli istinti primordiali dell’uomo e la razionalità.
Genio in arte, infatti, Picasso fu possessivo e mostruoso con le sue donne: Françoise Gilot, sua musa per dieci anni, madre dei suoi figli Claude e Paloma, è stata l’unica tra le tante a lasciarlo per il “sadismo mentale” dell’Artista – 40 anni di differenza – che per lei “era peggiore della sua crudeltà fisica”. Nel suo libro, Vita con Picasso, riporta una frase dell’Artista: “Ogni volta che cambio donna dovrei bruciare la precedente. Così me ne sbarazzerei”. Non ce ne fu bisogno, tuttavia, perché per la maggior parte di loro l’amore per lui finì in tragedia. “ Marie Thérèse Walter si impiccò, Jacqueline Roque si sparò, Olga Chochlova e Dora Maar persero la ragione. Solo io sono ancora viva e vegeta” ha ricordato.
Ma, nel segno della duplicità, Picasso Artista (8881-1973) è stato altro, infatti col suo semplificare ossessivamente le forme della figura umana e con la scomposizione dei volumi, ha schematizzato colori e piani in dipinti come Le Demoiselles d’Avignon nel 1907 divenendo uno dei protagonisti massimi dell’arte del Novecento.
Le altre sezioni della rassegna di “Metamorfosi” sono: Alla Fonte dell’Antico – Il Louvre; Il Louvre di Picasso: tra greci, etruschi e iberici; Antropologia dell’antico; L’antichità delle metamorfosi con statue, sculture arcaiche, pitture di Pompei, vasi etruschi e ceramiche classiche.


Dall’antico Picasso ha tratto ispirazione reinterpretandolo col suo impensato spirito malinconico e solitario; raccontava, infatti, “nulla può essere fatto senza la solitudine. Mi sono creato una solitudine che nessuno sospetta”.
Presenti anche disegni a matita come Lo scultore e la modella 1931, Due figure, 1933, Donna con le braccia incrociate al di sopra della testa, 1939, Nudo che si pettina, 1954, Baccanale, 1955 e acquaforti come Ragazzo pensieroso veglia su una donna dormiente al lume di candela,1934.
Sempre da ispirazione dell’antico sono nati Donna seduta,1920, Uomo stante, 1942, L’uomo col Montone, 1943, e poi gli oli come Nudo disteso, 1932, Nudo in un giardino e Nudo con bouquet di iris e specchio, entrambi del 1934; e numerosi altre opere, visibili in mostra. Tutti, quindi, costituiscono un approfondimento del tema del “mito” in un allestimento accattivante di di Pier Luigi Cerri che ben inquadra le opere di un Artista tra i più giustamente rinomati nella storia dell’arte moderna.
Presente anche la copia anastatica dell’illustrazione delle Metamorfosi di Ovidio che Picasso realizzò nel 1931 per la prima edizione pubblicata da Albert Skira a Parigi e in occasione della mostra, rieditata da Skira a Milano, come emblema dell’influenza su di lui dei modelli classici.
In conclusione, primeggia nelle opere presentate il confronto di Picasso con i classici, attualizzati dalla sua indomita curiosità culturale, da un’inesauribile energia e da una sorprendente originalità reinterpretativa che lo hanno accompagnato fino alla morte.
Anna Maria Di Paolo

Milano. “Picasso Metamorfosi” a Palazzo Reale, Piazza Duomo, fino al 17 febbraio 2019.
Lunedì: 14.30 – 19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30 – 19.30; Giovedì e sabato: 9.30 – 22.3