Organizzazione, empatia e solidarietà

Organizzazione, empatia e solidarietà

Il Forum Europeo di Tallinn è stato esemplare nella organizzazione. Ogni partecipante ha potuto assistere ai lavori ed agli eventi sociali con grande tranquillità sin dalla registrazione, con l’ausilio di una larghissima copertura informatica che ha consentito a tutti di essere al proprio posto. Non potevamo attenderci di meno da un Paese che applica una tecnologia molto avanzata. Una organizzazione che possiamo definire senza incertezza perfetta e che ha riscosso il sincero apprezzamento di tutti i partecipanti. Di Massimo Fabio *
Nello stesso tempo abbiamo fortemente apprezzato la sobrietà che ha contraddistinto gli eventi sociali profusi sempre nello spirito lionistico e con qualche cauta innovazione, come la breve ma significativa parata, per raggiungere il teatro in cui si è svolta poi la “Cerimonia di apertura”. Faceva molto freddo e pioveva ma i Lions hanno sfilato in buon ordine con le insegne e le bandiere.
Grande la “Cerimonia” con il posto assegnato a ciascuno degli oltre 1.500 presenti, un posto assegnato alla registrazione a tutti e, sottolineo, tutti. Grande perché, a differenza di altre recenti cerimonie di apertura spettacolari e assordanti, gli estoni hanno scelto la via della sobrietà e della solidarietà per ricordare solennemente la missione della nostra associazione.

Il programma musicale, di alto livello, ha visto protagonisti gli artisti più importanti dell’Estonia, dando così un esempio brillante dello spessore della cultura musicale, e non solo, di questo nordico, piccolo ed intraprendente paese. Ma subito dopo, con lo stupefacente balletto delle carrozzine degli invalidi, la commozione ha abbracciato tutti i presenti nella consapevolezza della vera missione del lionismo: empatia e solidarietà. Possiamo dire che è stata una grande e bella lezione di cui si sentiva il bisogno.
I lavori sono stati intensi come appare bene dalla cronaca soprattutto per lo spirito, finalmente per una volta fattivo, che ha caratterizzato le varie sessioni con argomenti di attualità ed anche trascurati nelle passate edizioni del Forum Europeo. Il coinvolgimento è risultato fortissimo come fortissimo è stato il richiamo ai valori fondanti del lionismo da parte delle massime personalità, sempre presenti, nei loro interventi a partire dal Presidente Jung-Yul Choi.
Sul piano delle decisioni invece… nulla di nuovo sotto il sole. Bocciati i tentativi di varare contributi definiti volontari ma, in sostanza, moralmente obbligatori, respinto l’ennesimo tentativo dei Lions tedeschi di promuovere un loro progetto informatico in concorrenza con quello dell’Associazione Internazionale. Noi italiani abbiamo fatto efficacemente, malgrado qualche spiacevole inconveniente, la nostra attiva partecipazione allo sviluppo del lionismo europeo, che non sta attraversando un periodo molto felice. Continueremo a lavorare!


Spettacolare invece la sede in cui è stata organizzata la “Cena di Gala”: un enorme hangar che contiene un sottomarino attorniato da una specie di museo delle parti più peculiari delle imbarcazioni: i presenti hanno potuto fra l’altro entrare nel sottomarino, occasione più unica che rara. Perfetto tutto, cibo e servizio, per oltre ottocento commensali ed una esibizione della più famosa soprano estone che ha cantato classici brani di molti autori di diverse nazionalità in coerenza con il carattere internazionale del Forum. Poi, alla fine, musica moderna, anzi attuale, ed una abbastanza nutrita di cultori del ballo alcuni scatenati nel rock.
La “Cerimonia di chiusura”, stranamente a metà della domenica, si conclude con un programma musicale composto dai principali compositori europei rivisitati e modernizzati in modo originale da compositori estoni contemporanei: un arrangiamento moderno e innovativo presentato su macchine e strumenti tecnologici. Un saluto che sembra accompagnarci verso un futuro molto diverso da quello della tradizione europea.
Tutto bene, ma questo Forum ha messo in evidenza le diversità concettuali ed operative dei lionismi praticati e vissuti nei vari paesi: mentalità, costumi e tradizioni differenziate sono la ricchezza dell’Europa, e forse del Mondo, della sua storia e della sua cultura. In una certa misura noi Lions ne siamo non solo parte ma testimonianza attiva, dobbiamo dunque rafforzare i legami e la reciproca comprensione che costituiscono il lievito essenziale del nostro autentico spirito di pace. We serve è anche questo o, forse, in fondo, è questo. Viva il lionismo! Che viva e cresca!

*Direttore Internazionale nel 1999-2001.