La plastica nei mari… è emergenza

La plastica nei mari… è emergenza

L’inquinamento dei mari da plastica e microplastica rappresenta uno dei più gravi problemi ecologici del nuovo millennio. Sulla “Lotta alla plastica” è stata dedicata la “Giornata mondiale dell’ambiente 2018”. I Lions potrebbero avere un ruolo importante nell’azione di educazione e convincimento nelle scuole e tra la popolazione. Di Naldo Anselmi
Dopo i suoi esordi negli anni ‘50, grazie alla sua elevata economicità, durabilità ed utilizzabilità, la plastica ha avuto un enorme incremento di produzione, passando dai 15 milioni di tonnellate nel 1964 agli oltre 300 milioni di tonnellate annue negli ultimi anni. Un esempio per tutti: ogni minuto vengono oggi acquistate nel mondo circa un milione di bottiglie di plastica, di cui solo una piccolissima parte riciclata.
Dalle materie plastiche, peraltro, direttamente per frammentazione, soprattutto ad opera del sole, oppure indirettamente per lavaggio di indumenti sintetici, usura di pneumatici, deterioramento delle vernici, lavaggio di prodotti estetici, derivano immense quantità di microplastiche che, per le loro infime dimensioni (da 5 mm a pochi µ), finiscono per inquinare drasticamente l’aria, il suolo, i fiumi, i laghi e i mari.
Sono tuttavia i mari a tracimare di plastica e microplastiche, preminentemente provenienti da terraferma attraverso i fiumi (8 milioni di tonnellate ogni anno), con un accumulo globale di centinaia di milioni di tonnellate, favorito dalla loro pluricentenaria persistenza. È per questo che negli oceani si stanno creando innumerevoli isole galleggianti di materiali plastici, di cui la più grande e famosa, tra la California e le Hawaii, è la “Pacific Garbage Patch”, ampia quasi un milione di chilometri quadrati, con grossi problemi sull’habitat marino. Anche il Mediterraneo, inquinato da almeno 250 miliardi di particelle plastiche e da circa 700 t di rifiuti plastici trasportati dai fiumi, sta correndo seri pericoli.
Da qui i rischi inimmaginabili sul futuro dei pesci e dei mammiferi marini, che ingeriscono grandi quantitativi di frammenti plastici, nonché, per la catena alimentare, degli uccelli, di vari animali terrestri e dello stesso uomo, che finisce per nutrirsi di “carni o pesci alla plastica”. Sembrerebbe che oltre 200 specie marine, tra cui molti invertebrati, subiscano danni per tale funesto inquinamento e che quasi 400.000 mammiferi abbiano trovato la morte a causa dei rifiuti plastici.
Occorre trovare, pertanto, solleciti ed efficaci misure di contrasto all’utilizzo della plastica, che, oltretutto, assorbe ben l’8% del petrolio oggi prodotto. Molti paesi in realtà stanno già provvedendo: San Francisco e Amburgo, ad esempio, stanno evitando di utilizzare acqua in bottiglie di plastica, incoraggiando l’uso della borraccia ed i consumi da rubinetto; l’UE sembrerebbe decisa a vietare, entro il 2030, l’uso della microplastica e gli imballaggi di plastica non riciclabili o riutilizzabili; l’Italia ha lanciato buste per la spesa e (dal 2019) cotton fioc biodegradabili e, dal 2020, vieterà le microplastiche nei cosmetici, ecc..
Tuttavia, ogni singolo cittadino potrebbe fattivamente contribuire alla riduzione dell’uso della plastica (o a ridurne i danni), sia ricorrendo alla raccolta differenziata dei rifiuti, sia sostituendo il più possibile le “sostanze” plastiche con altri materiali. Si potrebbe, ad esempio, puntare all’uso esclusivo di sporte di tela per fare la spesa; utilizzare carta o cassette in legno negli imballaggi; evitare piatti, tazze, bicchieri, taniche ed altri contenitori in plastica; privilegiare le bottiglie di vetro per l’acqua minerale. Sarebbero altresì da evitare gomme da masticare e cosmetici e detersivi contenenti sostanze plastiche. Nell’uso di materiali biodegradabili, comunque, sarebbe bene evitare quelli che nella biodegradazione originano molto metano, noto temibile gas serra.
Per perseguire queste strade necessita tuttavia una profonda azione di educazione e di convincimento, sia tra la popolazione, sia, soprattutto, nelle scuole. In questa opera divulgativa, soprattutto in ambito scolastico, i Lions potrebbero giocare un ruolo importante, con una utilità che risponderebbe pienamente alla prefissata loro campagna a favore dell’ambiente.