I Lions e la lotta al diabete

I Lions e la lotta al diabete

Il 14 novembre di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale del Diabete (GMD), istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation (IDF) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e i Lions, che hanno la fortuna e la responsabilità di sedere all’ONU, promuovono diversi progetti nei vari club. Di Emanuela Baio
In questo nostro anno sociale, fedeli alla mission dei Lions, dobbiamo assumere il tema della prevenzione di due killer per la salute: il diabete e le malattie cardiovascolari, perché strettamente connessi fra loro. L’OMS ci ricorda, infatti, che rappresentano il più importante e globale problema di salute pubblica e spiega che proprio i corretti stili di vita costituiscono la conditio sine qua non per la prevenzione e il controllo di queste due patologie. Perché non promuovere incontri con esperti o, ancor meglio, organizzare cene dedicate, così da coniugare informazione, conoscenza e piacere.
Numerose sono anche le iniziative organizzate dalle associazioni di persone con diabete e dalle comunità scientifiche non solo il 14 novembre, ma durante tutto il mese, con le quali poter collaborare così da sensibilizzare i cittadini su una patologia silenziosa e apparentemente innocua, che possiamo definire subdola, perché se non diagnosticata all’insorgenza e non curata correttamente può portare anche alla morte.
Come è stato più volte ricordato la scienza parla di diversi tipi di diabete. I più frequenti sono il diabete tipo 1, che colpisce bambini, adolescenti e giovani e dura per tutta la vita, perché nonostante i progressi scientifici, non è possibile guarire dal diabete. Il diabete tipo 2 colpisce prevalentemente gli anziani, è più difficile diagnosticarlo e spesso le persone affette lo scoprono solo all’insorgenza di complicanze invalidanti e in alcuni casi anche mortali. Dei 4 milioni di persone diabetiche in Italia, il 5% ha il diabete tipo 1, il 90% tipo 2 e il restante 5% altre forme di diabete. Nel mondo invece i dati IDF parlano di 425 milioni di persone che vivono con il diabete e si stima che nel 2045 saliranno a circa 629 milioni.
È giusto chiederci perché dobbiamo promuovere iniziative sugli stili di vita come forma più efficace per prevenire queste due malattie croniche. Per capirne meglio le ragioni serve conoscere i dati di queste patologie.
Per l’Italia, l’Istat attesta che molti diabetici sono persone colpite anche da malattie cardiovascolari, perché i fattori di rischio sono uguali o simili, anche se fortunatamente sono prevenibili. Si pensi per esempio al sovrappeso e all’obesità, ad un’alimentazione scorretta e ricca di grassi saturi, ad un consumo eccessivo di alcol, alla scarsa o assente attività fisica e all’abitudine di fumare.
Il diabete tipo 2 e le malattie cardiovascolari colpiscono prevalentemente la popolazione anziana. Soprattutto per il diabete tipo 2 la prevenzione rappresenta l’arma vincente per combattere il rischio diabete, per procrastinare l’insorgenza e per migliorare le condizioni di vita di chi ne è affetto.
I progetti Lions finora promossi sono andati al cuore della prevenzione e devono continuare a farlo con ancor maggior convinzione per evitare la riduzione della qualità di vita e il declino funzionale. Altro aspetto importante dal punto di vista sociale è l’aumento considerevole delle risorse economico-finanziarie necessarie per la diagnosi e la cura di queste malattie. La liaison fra loro è rappresentata da questo dato: la prima causa di morte o di disabilità per i pazienti con diabete mellito è dovuta alle malattie cardiovascolari.