DIVISIONISMO. La rivoluzione della luce a Novara

DIVISIONISMO. La rivoluzione della luce a Novara

I pittori divisionisti, così denominati per la tecnica di “sintesi sottrattiva” ottenuta usando solo colori puri, accostati coi complementari, raggiunsero una “pittura di luce” che suscitava emozioni e sentimenti intensi avanzando verso il Novecento. Ora, dopo più di cento anni dalla fine del Movimento divisionista, al Castello Visconteo di Novara, è in corso la mostra “Divisionismo. La rivoluzione della luce“ con 70 opere provenienti da collezioni pubbliche e private. La nuova ricerca si era sviluppata a Milano attorno alla Galleria milanese di Vittore Gubricy, teorico e pittore egli stesso con opere in mostra di un paesaggismo lirico di vaga ascendenza naturalista. Sono altresì presenti in mostra opere di Segantini, Previati, Pellizza da Volpedo, Longoni, Morbelli e, tra altri, Nomellini che diedero un apporto fondamentale alla nuova ricerca artistica, prova della modernità.
L’esposizione divisa in otto sezioni tematiche, dagli albori nel prologo – con dipinti dei precursori come Tranquillo Cremona con Pensierosa, Ranzoni con Il bambino Morisetti, Morbelli con Partita a bocce – all’affermarsi del Divisionismo, con la prima Triennale di Brera del 1891, e poi la sua diffusione, annovera inoltre lavori di Segantini, come Dopo il temporale, studio di luce non ancora divisionista, Savognino sotto la neve, All’ovile e sette disegni, in una sezione tutta sua: nel “gioco dei grigi”, quali La Natura, Rododentro e La Fede. Di Segantini, collezionato soprattutto all’estero, mancano quindi le grandi opere realizzate en plein air nello scenario paesaggistico trasformato secondo l’emotività del momento.


Previati campeggia con Le fumatrici di hashish e la famosa Maternità, di proprietà del Banco BPM, che per le dimensioni (4,12 x 175) è collocata al piano terra del Castello. A proposito di quest’opera si ricorda l’avversione che ricevette alla mostra della Triennale, poiché non se ne accettava né lo stile – lunghi filamenti di colori puri e complementari, blu verde giallo annullando piani e volumi rompendo i modelli convenzionali del Realismo – né la secolarizzazione della “Vergine col Bambino” mentre allatta il figlio in una visione evanescente ed emozionante. A Previati è inoltre dedicata la sala Verso il sogno con opere Migrazione in Val Padana, dalla collezione del figlio Alberto Previati, le Tre Marie ai piedi della croce, Il vento o Fantasia prestato dal Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera e il trittico Sacra famiglia di natura onirica e simbolista.


Poi, a Pellizza da Volpedo è dedicata una sala con opere quali: Il ponte, La processione, Il roveto (Tramonto), Nubi di sera sul Curone, dalle stesure pittoriche attente sia alle figure umane sia ai paesaggi in cui realtà e idea diventano complementari per esprimere o il contrasto sociale o una meditazione sulla morte come Sul Fienile simboleggiante e la finitezza umana rispetto alla natura. Egli, inoltre, partendo da esperienze di vita cittadina, attento ai temi sociali, realizzò un’unione tra Divisionismo, coscienza e denuncia sociale con “l’arte per l’idea”.


Anche Longoni dipinse non solo Le capinere e opere di interni familiari, ma opere di denuncia sociale come: Riflessioni di un affamato, con segni raffinati di colore in cui è possente la scena di diseguaglianza sociale e L’oratore dello sciopero, composizione che si fa “arte per l’umanità” come Il Quarto Stato di Pellizza, recependo entrambi le idee anarchiche e socialiste a favore della giustizia sociale, uguaglianza e libertà nel tempo del massacro di folla di Bava Beccaris a Milano.
Interessanti inoltre: Nomellini con La pesca, Fornara con Ora radiosa e Fontanalba sull’alpeggio estivo col cielo sconfinato e il riverbero del lago in una natura trasfigurata. E poi Morbelli con La partita alle bocce e il vagheggiante trittico Sogno e realtà proveniente dalla Fondazione Cariplo, Gallerie d’Italia.
Le ultime sale con opere sui temi “del colore della neve” e del “sogno”, sia per la materia sia per i riverberi abbacinanti suscitano una significativa percezione emotiva soprattutto col Pellizza de La neve. Crepuscolo invernale, paesaggio lirico tra gli ultimi realizzati dall’artista che nel 1907, depresso per la morte della moglie e del figlio, si suicidò a 39 anni.
Chiude l’esposizione Il nuovo secolo. Gli sviluppi del divisionismo, una sezione su l’evoluzione del Divisionismo nei primi decenni del Novecento con opere degli interpreti principali a cui si aggiungono tele di divisionisti meno noti come Angelo Barabino, Carlo Cressini, Cesare Maggi, Filiberto Minozzi e Matteo Olivero.
Segnano, dunque, tutti questi artisti il passaggio della pittura italiana dall’Ottocento all’Arte Moderna d’Avanguardia. La nuova tecnica del colore diviso – che ricompone la visione omogenea ponendosi a giusta distanza – ha avuto una continuità estendendosi da Milano al Piemonte, per rispuntare a Roma dove Giacomo Balla piemontese, partito dall’esperienza divisionista per le sue ricerche di scomposizione della luce e delle forme, organizzò un nuovo polo di ricerca divisionista, verso il 1985, sui valori ottici scientifici eliminando il simbolismo, e che porterà al Movimento Futurista.
La rassegna, promossa e organizzata dal Comune di Novara, dalla Fondazione Castello Visconteo e dall’Associazione METS Percorsi d’arte, in collaborazione con ATL della provincia di Novara, con il sostegno di Banco BPM (main sponsor), è curata dall’esperta Annie-Paule Quinsac. Accompagna l’esposizione un ampio catalogo scientifico edito da Mets.
Una buona occasione questa mostra per visitare anche la bella città di Novara poco valorizzata, e il cui simbolo è la svettante cupola della basilica di San Gaudenzio, realizzata dall’architetto Antonelli, lo stesso della Mole di Torino.
Anna Maria Di Paolo

Divisionismo. La rivoluzione della luce
Novara, Castello Visconteo
Piazza Martiri della Libertà, fino al 5 aprile 2020
orari > da martedì a venerdì 9.00 – 13.00 / 14.00 – 18.00.
Sabato e domenica 9.30 – 13.00 / 13.30 – 17.00
info > ATL tel. 0321 394059 – info@turismonovara.it

Nelle immagini:
Emilio Longoni – Primavera della vita, olio su tela 173×139 cm
Giovanni Segantini – Savognino d’inverno, olio su tela 35×50 cm
Gaetano Previati – Maternità, olio su tela 175,5×412,5 cm – Collezione Banco BPM
Giuseppe Pellizza – Il ponte, olio su tela 26,5×39,2 cm