Da Van Gogh a Picasso, capolavori   della Collezione Thannhauser a Milano

Da Van Gogh a Picasso, capolavori della Collezione Thannhauser a Milano

La collezione Thannhauser, con opere di Degas, Cèzanne, Edgar, Gauguin, Edouard Manet, Claude Monet, Renoir, van Gogh, e tra altri Picasso, è ora visibile a Palazzo Reale di Milano che continua la sua relazione con i grandi Musei internazionali.
Si tratta di Maestri Impressionisti, Post-impressionisti e delle Avanguardie dei primi del Novecento che il gallerista tedesco Heinrich Thannhauser iniziò a collezionare dal 1909, affiancato in seguito dal giovane figlio Justin. La caratteristica di questo interesse era determinata dall’individuazione di talenti artistici emergenti, in contrasto col gusto conservatore del mercato dell’arte del tempo per cui Heinrich si può considerare un antesignano. Il suo intuito nel seguire lo sviluppo del Modernismo indusse, infatti, Heinrich ad acquistare opere non capite e spesso al tempo derise, in occasione delle prime esposizioni pubbliche.
Quando il nucleo di lavori divenne consistente, Heinrich l’esporrà nelle varie gallerie aperte in Europa fino alla decisione, supportata anche dal figlio, di rinunciare alla loro vendita, dichiarandole “not for sale” e di formare la collezione privata della famiglia. Nel 1935 Heinrich morì e Justin continuò la tradizione a Parigi dove si trasferì nel 1937 aprendo una nuova galleria.

Tanti furono, nel tempo seguente, i tragici eventi che si abbatterono su Justin: il nazismo, l’emigrazione negli Stati Uniti per essere ebreo tedesco, la morte della prima moglie e quella prematura di due figli, uno in guerra proprio in Italia e l’altro suicida. Non avendo quindi eredi, Justin volle donare la sua collezione alla Solomon Guggenheim Foundation di NewYork nel 1963 per dare, come disse, “un senso al lavoro di tutta una vita”.
In mostra a Milano si può ammirare il beneficio di tanto lavoro della Collezione Thannhauser con opere straordinarie accanto ad altri capolavori degli stessi artisti della Guggenheim Foundation stessa, come Henri Rousseau, Seurat, Robert Delaunay, Derain, Kandinsky, Klee, Franz Marc e Matisse, a conferma della convergenza tra le due Collezioni.
Questa esposizione, dopo il Guggenheim di Bilbao e l’Hotel de Caumont di Aix-en-Provence, conclude il suo tour in Europa qui a Milano dove, pertanto, sarà bene visitarla prima del rientro in patria delle opere il 1 Marzo.
Si possono ammirare quattro dipinti di Braque: Paesaggi e Nature morte e sei opere di Cézanne che, ostile alla tradizione accademica, approdò ad uno stile pittorico spontaneo a contatto con la Natura da cui derivano anche questi tre paesaggi coi colori della Provenza, due le nature morte: Fiasco, bicchiere e vasellame e Piatto di pesche e l’intenso ritratto Uomo con le braccia incrociate della Guggenheim, opere che colgono non l’oggettività dei soggetti, ma la loro intima essenza.

Di Édouard Manet è presente Davanti allo specchio del 1876, ritratto di una cortigiana di spalle, dipinta con vigorose pennellate che conferiscono immediatezza al quadro. La donna ammira la sua immagine in corsetto, secondo la moda della donna borghese di Parigi, dipinta con pennellate che definiscono forma e spazio. È l’esaltazione del colore da lui stesso indicata “Cercate la grande luce e la grande ombra, il resto verrà da sé”.
Segue una magica e poetica visione de Il Palazzo Ducale, visto da San Giorgio Maggiore, nel 1908, di Claude Monet che con la pratica dell’en plein air ha colto la rapidità e fuggevolezza dell’atmosfera di Venezia.
Le due composizioni di Henri Rousseau: Gli artiglieri, 1893-1895 e I giocatori di football, 1908, rispecchiano invece il suo mondo naïve che, nella rappresentazione bidimensionale e nell’esattezza del disegno, fissa l’assenza di movimento e di ombre. Apollinaire disse di lui nel 1914: “Rousseau è indubbiamente il più strano, il più audace e il più affascinante tra i pittori dell’esotismo”.
Interessanti anche le tre sculture in bronzo di Degas, a cavallo tra Ottocento e primo Novecento: Ballerina che avanza con le braccia alzate, Danza spagnola e Donna seduta che si asciuga, figure che conseguono, con definiti movimenti, una vigorosa dinamicità.
Le viaduc, Paesaggio innevato e Montagne a Saint-Rémy sono, inoltre, le tre tele di Van Gogh, influenzate da artisti francesi impressionisti e postimpressionisti e caratterizzate da brevi pennellate e impasti di colori complementari, di grande impatto emotivo.
Haere Mai del 1891, dipinto a Tahiti, è il paesaggio in cui Gauguin riflette la poetica del secondo “Primitivismo” europeo nel desiderio di rifiutare la cultura occidentale e fondersi esteticamente e spiritualmente con una società ingenua, assecondando così l’auspicio romantico di scoprire un paradiso incontaminato.

Presenti, inoltre, dipinti di Renoir, Seurat, Robert Delaunay, Derain, Juan Gris, Kandinsky, Paul Klee, Franz Marc e Matisse.
Le opere di Picasso – amico di Justin Thannhauser – che concludono il percorso sono tredici e vanno dal 1900 al 1965: c’è il famoso Le Moulin de la Galette, scena notturna del rinomato locale parigino, in cui, con colori forti e contrastanti, sono rappresentate persone che ballano o conversano ai tavoli; Il torero, del 1900; Al Caffè e Il quattordici luglio, 1901;
Fernanda con la mantella nera, 1905, influenzata dai Fauves
in cui i colori primari sono usati in modo arbitrario e senza prospettiva pur nell’armonia della figura dalle forme semplici e immediate; e poi l’insolita Donna con i capelli gialli 1931, ritratto di Marie-Therese Walter, la sua giovane amante, dalle linee essenziali e colori contrastanti; e ancora, Nature morte: fruttiera e caraffa, frutti e vaso, in cui l’immagine viene ricomposta in una visione nuova, fatta di piani e spazi senza prospettiva in uno schema libero frontale; Giardino a Vallauris e Due piccioni dalle ali spiegate sono del 1960.
Originale è L’aragosta e il gatto, 1965, eseguito da Picasso come regalo per le nozze dei coniugi Thannhauser e che riporta, infatti, un’affettuosa dedica all’amico collezionista.
Documenti d’epoca, libri, lettere e altro corredano infine questa suggestiva esposizione promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale, MondoMostre Skira, organizzata in collaborazione con The Solomon R. Guggenheim Foundation e ordinata da Megan Fontanella, curatrice di arte moderna al Guggenheim di New York.
Anna Maria Del Paolo

Milano, Palazzo Reale. Fino al 1° marzo 2020.
Lunedì 14.30 – 19.30, mart, merc, ven e dom 9.30 – 19.30
Giov e sab 9.30 – 22.30.
Biglietti > intero € 14, open € 16, ridotto € 12

Fotografie
Picasso, Donna con i capelli gialli 1931, ritratto di Marie-Therese Walter.
Picasso, L’aragosta e il gatto, 1965.
Henri Rousseau, I giocatori di football, 1908.
Van Gogh, Montagne a Saint-Rémy.