AOSTA. CARLO FORNARA E IL DIVISIONISMO

AOSTA. CARLO FORNARA E IL DIVISIONISMO

Al Museo Archeologico Regionale di Aosta, si è aperta una interessante mostra dedicata a Carlo Fornara e al Divisionismo. L’esposizione, curata da Annie-Paule Quinsac e diretta da Daria Jorioz, presenta nelle sale del museo un ricco percorso espositivo di 80 opere tra disegni e dipinti.
Carlo Fornara sta riacquistando un ruolo di primissimo piano che ebbe nell’arte italiana ed europea a cavallo tra Otto e Novecento e la grande monografica aostana lo evidenzia al di là di ogni dubbio, sciogliendo ogni riserva e preconcetto. Riserve e preconcetti nati dalla percezione di Carlo Fornara nella riduttiva veste di erede e imitatore di Giovanni Segantini. Certo, fu il suo assistente nell’estate 1898, e imparò profondamente la lezione del grande maestro che doveva scomparire tredici mesi più tardi, ma questo non spiega né la sua adesione al Divisionismo né l’evoluzione del suo complesso e originale percorso di artista.


Non a caso, l’esposizione di Aosta giunge a completamento delle celebrazioni per il cinquantenario dalla morte di Fornara, aperte lo scorso settembre a Milano con una selezione degli autoritratti e proseguite nella storica Casa de Rodis a Domodossola. Le manifestazioni hanno offerto occasione per una rilettura dell’artista alla luce delle radici della sua pittura, il suo mondo vigezzino in primis, poi il Divisionismo, per concludere con la posizione in bilico negli scenari del Novecento.
La mostra “Carlo Fornara e il Divisionismo”, prima rassegna monografica in Valle d’Aosta dedicata al pittore piemontese, amplia e consolida le conclusioni sin qui acquisite. L’esposizione è focalizzata sui due decenni cruciali della parabola di Fornara, l’ultimo dell’Ottocento e il primo del Novecento, ed esamina la stagione più intensa della sua produzione, in parallelo alla genesi e all’apice del Divisionismo in Italia.


Il periodo simbolista di Fornara, oltre al capolavoro L’Aquilone, è qui rappresentato da La leggenda alpina e da due studi a olio testimoni dell’evolversi dell’immagine, mentre nella sezione dei disegni, alcuni fogli di grande formato, quali quello per il manifesto stradale del Sempione e Allegoria dei monti, raccontano di un’esperienza che più tardi l’autore preferì occultare. Finita la parentesi simbolista, il primo decennio del Novecento è segnato da una ricerca di obiettività verso la natura, spoglia dell’espressionismo che aveva dominato le stagioni tra la fine dell’apprendistato vigezzino e la maturazione divisionista che, con En plein air, anticipa di alcuni mesi l’incontro con Segantini. Sono anni dedicati alla sua terra, fonte iconografica primaria, la Val Vigezzo, a cui prova a ridare volto in una sintesi di lente elaborazioni che nasce, come in Angelo Morbelli, da scatti fotografici e numerosi studi. A riprova si sono voluti esporre anche dipinti meno sviluppati come Il grano saraceno in fiore.

Rare sono le esplorazioni di Fornara fuori dal proprio mondo. La trilogia di Valle Maggia, nella vicina Svizzera, frutto del soggiorno del 1908, presentata in mostra, testimonia una ricerca mirata a un assoluto naturalismo, in cui le modifiche tecniche apprese da Segantini nell’estate 1898 sono mirate a una visione realista che per nulla rimanda al panteismo del maestro.
Come si evidenzia dal breve carteggio con Pellizza da Volpedo e dalle lettere di Morbelli, Carlo Fornara, malgrado anagraficamente più giovane, fu un Divisionista della prima ora. La sua tecnica rivela un’empirica divisione del tono, anteriore al fondamentale incontro con Segantini per il Panorama di Saint-Moritz. Dopo di che, l’uso dei colori puri o semi-puri e delle pennellate giustapposte si arricchisce con la pratica segantiniana dell’aggiunta di metalli, oro e argento fusi all’impasto fresco, per ottenere barlumi che accentrino la luminosità dell’ambiente. La mostra ambisce a far comprendere tale evoluzione operativa e il legame con l’iconografia che la giustifica.
Sempre a proposito dello studio sulla tecnica e sul modus operandi di Fornara, la mostra segna un passo avanti anche dal punto di vista delle indagini scientifiche: il complesso modus di Fornara era infatti rimasto unico fra quelli dei colleghi divisionisti a non essere stato oggetto di una diagnostica completa, sino ad oggi.

CARLO FORNARA E IL DIVISIONISMO
Aosta, Museo Archeologico Regionale, fino al 15 marzo 2020
Orario > 10 / 13 – 14 / 18. Chiuso il lunedì

Per informazioni:
Regione autonoma Valle d’Aosta
Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali
Soprintendenza per i beni e le attività culturali
Struttura Attività espositive
Tel. 0165.275937
u-mostre@regione.vda.it
Museo Archeologico Regionale
Tel. 0165.275902
www.regione.vda.it

La mostra di Aosta è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese contenente i testi di Annie-Paule Quinsac, Daria Jorioz, Filippo Timo, pubblicato da Silvana Editoriale.

Immagini
Il seminatore, olio su tela, 26.5 x 34.5 cm, 1895.
Le lavandaie, olio su tavola, 27 x 57 cm, 1898. 
L’aquilone, olio su tela, 135 x 154 cm, 1902 – 1903.
Autoritratto a vent’anni, olio su cartone.